Renzi a ImolaImola. Una serie di stoccate ai pesi massimi della politica, tutte con il sorriso del toscanaccio doc fra le labbra. Matteo Renzi, che ha fatto il tutto esaurito con gente fuori dalle porte e sul prato a “La Stalla”, ne ha avute per tutti. Per Massimo D’Alema “che ci siamo ritrovati presidente del Consiglio dopo che avevamo votato Romano Prodi a causa di un inciucione con Cossiga e il voto contrario di Rifondazione, Vendola compreso”, “per Pier Ferdinando Casini “al quale dico che le alleanze si fanno prima delle elezioni e non dopo in Parlamento”, per Rosy Bindi “alla quale ricordo che non ho mai parlato di rottamazione anagrafica, ma politica per chi è da troppe legislature in Parlamento e ci ha lasciato un debito pubblico di circa 32mila euro per ogni bambino”.

E perfino per Luca Cordero di Montezemolo “che ha fondato un partito dal nome “verso la terza Repubblica quando ormai siamo alla quarta. Io invece ho scelto di non fare un partito, ma di affrontare la sfida delle primarie nel mio Pd dove su circa 300 parlamentari solamente 12 si sono schierati con me. Non era facile, ma credo che ora coloro che parlavano male delle primarie debbano ricredersi, il Pd viaggia verso il 30% dei consensi e in effetti è vero che Bersani è l’usato sicuro e io il rottamatore che vuole cambiare tante cose a cominciare dalla cultura per far tornare noi italiani a innamorarci di ciò che siamo”.


Il sindaco di Firenze ha parlato a ruota libera, completamente a suo agio sul palco dove ha riscosso applausi a scena aperta da circa 400 persone, molte delle quali non facenti parte del tradizionale pubblico di sinistra, anzi alcuni appartenenti perfino alla destra, gente che Renzi ha cercato di conquistare ricordando “che da sindaco ho abbassato l’aliquota Irpef, ho dimezzato gli assessori da 16 a 8 e ho aperto i musei fino a mezzanotte anche se non sono certamente un grande come Giorgio La Pira”.

Enrico Letta a Ponticelli

E giù applausi quando racconta di essere arrivato in camper “anche a Gallipoli e a Ponte di Legno, luoghi sacri della cultura della Seconda Repubblica. Ma siamo seri, vogliamo dire almeno che un parlamentare non deve guadagnare più di un sindaco di una grande città?”.

C’è tempo anche per un siparietto con il sindaco di Imola Daniele Manca che Renzi apostrofa simpaticamente: “Ha detto che voterà per me…ah no già, è vero che lui sta con Tabacci e la Puppato”. Proprio Manca, con il segretario del Pd Fabrizio Castellari e l’on. Bruno Solaroli, è l’unico dei maggiorenti di viale Zappi presenti, mentre altri hanno preferito convocare alla stessa ora all’Altrocaffè un incontro specifico sulla scuola alla presenza dell’on. Giuseppe Fioroni che, naturalmente, sostiene Bersani e non ha nessuna intenzione di essere rottamato nonostante una lunga militanza in Parlamento.

In serata arrivo a Ponticelli di Enrico Letta. Nell’affollata sala della Bocciofila, alla presenza di numerosi sindaci PD del Circondario Imolese e di tutti i maggiori rappresentanti del partito, breve sosta del vice segretario del PD in viaggio verso Ravenna. Ai microfoni di Leggilanotizia Letta ammette “Imola e la Romagna caput mundi delle primarie del PD”.

(m.m.)