Imola. Una petizione, volantinaggio a tappeto in città e iniziative sul territorio per mettere al centro il tema dell’autodromo Enzo e Dino Ferrari e della sua gestione. Si presenta così il gruppo “Cittadini per un autodromo diverso” che raccoglie singole persone di diversa estrazione e con il sostegno di diverse associazioni. Ad oggi hanno aderito l’Associazione culturale degli Accesi, Gas Imola, Geolab, Gesa Imola, Legambiente, PensieriDemocratici.it, Wwf Imola.
“Nasciamo per cercare di superare il falso problema ‘si o no all’autodromo’. Se non ci sarà una gestione virtuosa l’autodromo chiuderà da solo per l’insostenibilità economica, non è pensabile che qualcuno continui a buttare risorse a fondo perduto. Da qui la necessità di una gestione virtuosa che ponga al centro il pareggio di bilancio, una diversificazione dei suo uso con la riduzione delle giornate di rumore, la salvaguardia, la valorizzazione e l’ampliamento del Parco delle Acque Minerali. Chiediamo ai cittadini una firma perché la necessità di economia delle risorse pubbliche ponga fine all’uso di denaro a fondo perduto; vi sia una regolamentazione delle manifestazioni motoristiche sia per quantità che per tipologia, che tenga realmente conto della vera qualità della vita nella nostra città; il diritto alla salute ed il benessere dei cittadini siano prioritari rispetto al divertimento di pochi”.
Le prime due giornate di raccolta firme saranno sabato 1 e sabato 15 dicembre, dalle ore 9 alle 19, in centro storico.

L'autodromo di Imola è stato, in passato, protagonista di manifestazioni innegabilmente di alto livello e di importanza nazionale ed internazionale. Oggi no è più così, “ si continua ad esercitarvi attività che nulla apportano alla città: né turismo, né denaro, né prestigio. La realtà dei fatti, riscontrabile, smentisce i numerosi assessori imolesi e non che si prodigano nell'affermare il contrario: sempre più spesso vediamo le tribune desolatamente vuote, la terrazza del ‘catino’ deserta, la collina della ‘Rivazza’ senza presenza umana. Tuttavia si continua a correre sulla pista e mentre pochi nostalgici con notevole disponibilità finanziaria e immutata passione scorazzano nella pista, il nostro bellissimo Parco delle Acque Minerali, dove, per inciso, l'amministrazione comunale della nostra città ha profuso alcuni anni fa non pochi denari per abbellirlo e renderlo fruibile, diviene praticamente inagibile nella maggior parte delle giornate della bella stagione causa il rumore insopportabile, l'inquinamento e il cattivo odore. Decisamente discutibile l'idea di attrezzare un'area per i più piccoli a venti metri dalla curva del ‘Tamburello’. La bellissima passeggiata lungo-fiume è per solitari, possibilmente non udenti”.


Altri temi sollevati “le massicce urbanizzazioni a poche decine di metri dalla pista: l'ampia zona compresa tra via Graziadei e via Campanella, i nuovi quartieri di via S.Lucia, via Pedagna, via degli Sminatori e gli insediamenti nella zona ‘Rivazza’, per citarne alcune, per poi rilanciare l'attività rumorose dell'autodromo”    e le scuole ubicate a poche centinaia di metri, in linea d'aria dalla pista dove “non si riesce a far lezione ed è proibito aprire le finestre per cambiare aria”. Privilegiamo il divertimento all'istruzione? E' questa la nostra società? Noi crediamo di no”.
Alcuni residenti nei pressi della pista hanno pi espresso il loro profondo disagio per l’aumento delle giornate di rumore: “Siamo esasperati, si sta esagerando rendendo impossibile la vita delle persone, ne va anche della nostra salute”.

Ritornando al tema economico, “Cittadini per un autodromo diverso” hanno sottolineato come “a dispetto dell'uso commerciale che ne viene fatto, il pareggio di bilancio è lontano: le perdite dal 2008 al 2011 ammontano complessivamente a € 3.754.428. Un po' il Comune, un po' Conami (siamo sempre noi, con le nostre bollette, sempre più pesanti) versano da anni importi non indifferenti per sanare il rosso di bilancio della gestione e la fine di tale situazione sembra lontana. Mentre la nostra preziosa biblioteca non riesce a tener aperto il pomeriggio del sabato, mentre le associazioni di volontariato denunciano la difficoltà nel dispensare un pasto a chi non può più comprarselo (e non sono solo extra-comunitari, ma sta crescendo il numero di imolesi in tale condizione), mentre lo Stato riduce i trasferimenti al nostro Comune da oltre 18 milioni di euro a poco più di 8 (sono parole del sindaco Manca durante l'incontro con i cittadini in quel di Zolino il 1° ottobre scorso) spendiamo circa il 7% di tale cifra nell'erigendo museo dell'automobile nella zona box, al fine di poter utilizzare un finanziamento europeo a tal scopo finalizzato. Peccato che ad appena 80 chilometri, a Modena, esista già una realtà simile e non risulta essere stata un'idea vincente là che siamo nella patria della Ferrari!”.

In conclusione il nuovo gruppo si dice amareggiato perché “tale iniziativa non sarebbe neppure dovuta nascere se le attuali e passate amministrazioni pubbliche della nostra città fossero maggiormente attente alla qualità della vita, come è apparso da vistosi manifesti affissi qua e là un po' di tempo fa per la città: riteniamo indispensabile attenersi ai fatti, non farsi imbonire con false parole e riflettere sulla reale necessità di mantenere insensate iniziative a favori di pochi e a danno di tanti. Le motivazioni della richiesta di attenzione da parte del sindaco attuale e del futuro eletto sarebbero ancora tante e non meno importanti, ma ci fermiamo a queste che riteniamo irrinunciabili per un vivere civile”.
 Per chi volesse informazioni su “Cittadini per una autodromo diverso” può contattare il 3403755692, oppure scrivere a autodromodiverso@hotmail.it.