Imola.
Clima teso e bocche cucite, a parte quella del segretario Fabrizio Castellari, nel gruppo dirigente del Pd di viale Zappi chiuso in una stanza ad analizzare un vantaggio (48% per Pier Luigi Bersani contro il 41% di Matteo Renzi) dal retrogusto molto amaro perché inatteso nel territorio imolese, dove la quasi totalità dei maggiorenti si sono schierati con il segretario nazionale del Pd.

Euforia invece fra i sostenitori del sindaco di Firenze che, dai primi dati di Imola città e della Vallata, assaporavano addirittura un pareggio o quasi. Alla fine, comunque, Gabriele Zaniboni è raggiante: “Il dato imolese è eclatante, dimostra che c’è uno scollamento fra i dirigenti e il popolo del centrosinistra”. Rabbuiato, infine, il coordinatore di Sel Francesco Chiaiese: “Certamente saremmo andati a dormire più volentieri con un risultato a due cifre, ma c’è stata una grande polarizzazione fra Bersani e Renzi”. Ora, per il centrosinistra l’appuntamento è per la prossima domenica 2 dicembre per il ballottaggio. (m.m.)