Imola. Cgil Cisl e Uil (con le rispettive sigle dei pensionati Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil) dicono no all’ipotesi avanzata di adeguamento delle tariffe sui servizi dei pasti a domicilio per anziani e del Centro diurno per anziani di Medicina. La proposta è stata avanzata nell’incontro tra sindacati e Nuovo Circondario Imolese (rappresentato dal vice sindaco Roberto Visani), la dirigenza dell'Asp e del Distretto sanitario. L'aumento ipotizzato per quanto riguarda il Comune di Castel San Pietro è del 10% per il pasto (da 5,50 a 6,05 euro) e del 72,86% (da 3,50 a 6,05 euro) per la cena. “Non si possono giustificare aumenti di tale consistenza a fronte anche della scelta fatta dallo stesso Comune di aumentare l'aliquota base Imu sulla pima casa (dal 4 al 5 per mille) giustificata proprio dalla necessità di avere più risorse per i servizi – commentano le organizzazioni sindacali -. Gli aumenti sono ingiustificati e si inseriscono in un quadro di poca trasparenza e non rispetto delle relazioni sindacali in quanto il Comune di Castel San Pietro, di fatto, ha rifiutato alle Organizzazioni sindacali un confronto,  richiesto formalmente dal mese di settembre, per conoscere il reale gettito Imu e valutare forme di sostegno per le fasce di persone più deboli”.  Per gli altri nove Comuni del Circondario l'aumento ipotizzato è del 4,20% per il pranzo (da 6,19 a 6,45 euro) e del 4,08% per la cena (da 5,15 a 5,36 euro). Per quanto riguarda il Centro diurno per anziani di Medicina la proposta era di portare la retta giornaliera da 20 a 29 euro (+ 45%), anche in questo caso al momento della presentazione del Bilancio 2012 la stessa Amministrazione comunale, a fronte dell'aumento dell'aliquota base Imu sulla prima casa, aveva garantito l'invarianza delle tariffe.  Su queste proposte la contrarietà di Cgil, Cisl e Uil è netta e si chiede pertanto al Circondario di congelarle facendo una scelta di campo netta per la tutela delle fasce di popolazione in difficoltà.