Egr. direttore,
in questi giorni ho avuto occasione di  leggere il bel opuscolo dedicato al teatro comunale di Imola  intitolato “Lo Stignani 1812-2012”. Ho rilevato due gravi dimenticanze, non so se volute, ma non per questo giustificabili perché tolgono ai cittadini una informazione corretta. La prima dimenticanza riguarda il periodo che va dal 1931 al 1974 quando il teatro fu riaperto al pubblico. La scelta di restaurare il teatro, recuperando tutta la struttura ad uso pubblico eliminando i cosiddetti palchettisti privati, va a merito del compianto sindaco Amedeo Ruggi e della sua Giunta, di cui mi onoro di aver fatto parte fino alla sua morte. Infatti Ruggi, divenuto sindaco nel 1962, affidò l’incarico di restaurare il teatro agli architetti di Bologna Gresleri e Daini, ai quali fu revocato l’incarico, dopo aver restaurato il pavimento del ridotto con una magnifica palladiana, e passato all’ufficio tecnico del Comune di Imola guidato dall’Ing Forlay. Purtoppo nel primo restauro sono stati commessi molti errori che fortunatamente non hanno compromesso l’ultimo restauro che ha consentito il recupero di preziosi affreschi e strutture antiche.
La seconda dimenticanza riguarda appunto il progettista dell’attuale eccezionale restauro, da tutti apprezzato e lodato, l’architetto Alessandro Bettini. L’opuscolo non lo cita come progettista ma solo come autore del testo e fotografo(sic). Alle dimenticanze di questo opuscolo non è possibile porre rimedio con un errata corrige, per cui chi tra 20 o 50 anno si occuperà del teatro comunale leggendo questo opuscolo celebrativo non troverò traccia delle informazioni sopra descritte.
(Baccarini Cesare)