Russi (RA). Sono ripresi i lavori per la costruzione di una centrale a biomasse negli spazi che furono dell’ex zuccherificio Eridania. Questo grazie alla sentenza del Consiglio di Stato che si è però riservato di esprimere un giudizio sul merito non prima di marzo 2013. Il blocco era invece stato deciso dal Tar che aveva notato incongruenze nel progetto.
Da qui le proteste delle associazioni e dei cittadini per il “no” alla centrale: “Esprimiamo tutta la nostra preoccupazione e sconcerto rispetto ad una decisione che consente con sorprendente tempestività la prosecuzione dell’attività di costruzione dell’impianto e al proponente di continuare la sua affannosa rincorsa contro il tempo per acquisire il diritto alla massima incentivazione sulla produzione di energia elettrica prevista dalla recente normativa che ha di fatto riformato i contributi economici per la produzione di energia elettrica da fonti definite rinnovabili. La costernazione e la delusione nelle donne e negli uomini che si oppongono a questo progetto è ancora più viva in considerazione della sentenza di merito emanata in data 21 settembre 2012 dal Tar della Regione Emilia Romagna che, assumendo una posizione coraggiosa e innovativa, ha argomentato in modo approfondito e significativo le motivazioni per cui questo progetto di riconversione non può e non deve proseguire”.

Questo progetto il cui avvio dell’iter amministrativo risale ormai al 2007, “evidenzia sempre di più l’inadeguatezza della proposta sia dal punto di vista tecnico (mancanza in loco della quantità minima di materiale ligneo da termovalorizzare) sia dal punto di vista ambientale-paesaggistico ed economico in cui di fatto si sacrificano gli interessi di tanti imprenditori agricoli a favore di un solo operatore economico rappresentato dalla Società proponente PowerCrop”.

La rete di associazioni e cittadini ritiene “che lo sviluppo del nostro territorio passi attraverso la valorizzazione delle nostre risorse agricole, monumentali, architettoniche e anche imprenditoriali che dosate in un opportuno equilibrio di forze e risorse possono concorrere tutte insieme a sviluppare iniziative economiche differenziate caratterizzanti l’imprenditoria locale nel rispetto delle persone e dell’ambiente. Infine si esprime sempre e comunque pieno rispetto degli organi amministrativi dello Stato chiamati a deliberare su questa iniziativa, convinti che le ragioni del buon senso e della libera iniziativa economica possono, se coniugati insieme, vincere le sfide della crisi economica e dare un futuro concreto e solido alle nostre nuove generazioni”.