Imola. “Renzi non è un nemico di Bersani e il Pd esce rafforzato dal risultato di grande partecipazione al voto di domenica scorsa che mette le primarie, quale strumento di avvicinamento alla società civile, al centro anche per la scelta dei deputati”. E' il commento a freddo del sindaco Daniele Manca che la notte del voto aveva preferito guardare la sua Juventus perdere in tv contro il Milan invece che aspettare i risultati in viale Zappi. “Ammetto che mi aspettavo qualche punto percentuale in più per Bersani e qualcuno in meno per Renzi nel territorio imolese – sottolinea il primo cittadino – dove Sel ha ottenuto un risultato assai inferiore rispetto a Bologna, ma ciò non può e non deve essere considerato come una delegittimazione del gruppo dirigente del Pd circondariale che si era schierato in massima parte con Bersani che considero più attrezzato del sindaco di Firenze per il governo del paese. Ma chi creedva di spaccare il Pd si è sbagliato, il nostro avversario non è Renzi ma il leghismo, il berlusconismo, il populismo e la demagogia (riferimento a Grillo, ndr). Dunque, il Pd si ritrova con le spalle più robuste di prima e domenica 2 dicembre pronostico un successo del nostro segretario nazionale”.
Il voto a Renzi non insegna che nell'elettorato c'è una forte richiesta di cambiamento? “Certo – sostiene Manca – noi dobbiamo saperla interpretare”
Magari con una lista civica a suo sostegno alle imminenti elezioni amministrative? “Vedremo – conclude il sindaco di Imola -. Se ci saranno persone che non si vogliono solamente accasare in cerca di posti ma saranno animate dalla voglia di partecipare a un progetto, cercheremo di dare una risposta all'istanza di saper includere che arriva con chiarezza dal voto. In ogni caso, il baricentro delle alleanze resta ora più di prima il Pd”.
(Massimo Mongardi)