Imola. Le aree di nuova espansione residenziale più significative previste dal Psc (Piano strutturale comunale) fino al 2024, un terzo del totale, sono rispettivamente in Pedagna verso Casalfiumanese, a Sesto Imolese, a San Prospero, Ponticelli, in via Bergullo, a Zolino in direzione Toscanella e a lato della pista ciclabile che porta al Piratello. Proprio quest’ultima zona è stata segnata dalle critiche più forti. Così l’assessore all’Urbanistica Andrea Bondi ha cercato di spegnere le polemiche dichiarando che “il terreno che sarà riservato alle costruzioni sarà minore rispetto a quello previsto in un primo tempo. E comunque, al Piratello, non esiste un vincolo di non edificabilità, ma di tutela che vogliamo concordare con la Soprintendenza”.

Né l’assessore, né il sindaco, Daniele Manca, hanno però quantificato in metri quadrati i numeri delle sei espansioni limitandosi a fare una previsione di 1751 alloggi nuovi nel Comune di Imola mentre sono 1826 quelli di recupero, un altro terzo del totale, concentrati in buona parte nell’ex Pempa, nell’ex autostazione, nell’area dello scalo merci che non vedrà più la luce e in viale Andrea Costa. L’ultimo terzo di zone residenziali sono quelle già previste, ma non ancora costruite, nel Prg vigente del 2008 quali i 500 alloggi a Zolino, il centinaio all’Osservanza ormai in forte dubbio e altri per un totale di duemila.

Per quanto riguarda le aree agricole, la giunta ha deciso che gli immobili rustici come i fienili potranno essere recuperati a edilizia residenziali ma anche in tal caso Bondi ha tenuta a ribadire “che si tratta di alcune decine di case e non di più”, mentre è molto ampia la possibilità di allargarsi per imprese in aree produttive sull’asse della via Selice fin verso il casello autostradale.

“Abbiamo letto la realtà mutata a causa della crisi economica tutt’ora esistente per correggere e cambiare il Psc e metterlo in relazione con l’area bolognese e ravennate – ha spiegato Manca -. Con l’allargamento a quattro corsie dell’autostrada e due nuovi caselli Imola sarà al centro del sistema infrastrutturale regionale. Potevamo decidere di seguire lo slogan della crescita zero, ma abbiamo deciso di optare per una crescita qualitativa e non quantitativa per non congelare e conservare la città identica fino al 2024”. In fin dei conti, secondo il sindaco rispetto al Prg del periodo 1999-2001 si è passati da un milione e 500mila euro di mq edificabili a 622.200 che dovrebbero essere edificati nei prossimi 12 anni. La riduzione rispetto al passato pre-crisi è di circa il 58%, ma nel frattempo gran parte del milione e mezzo di suolo è stato costruito e nel futuro se ne aggiungerà poco meno della metà.

Infine, il metodo, sabato 1° dicembre sarà aperta nell’androne del palazzo comunale fino al prossimo febbraio la mostra sull’urbanizzazione di Imola fin dai tempi di Leonardo da Vinci con l’obiettivo di raccogliere già proposte e suggerimenti dai cittadini. Contemporaneamente, si faranno commissioni consiliari per portare all’adozione e poi all’approvazione in consiglio comunale il documento finale del Psc in meno di due anni.

(Massimo Mongardi)