Spett. redazione,
da sempre mi è stato a cuore l’unità della sinistra e sostengo Pierluigi Bersani perché credo abbia la forza di unire e non di dividere. Certo che serve una sinistra che si sappia rinnovare ma che abbia come riferimento le nostre radici sociali, culturali ed economiche. Stiamo vivendo in un tempo molto difficile per tanti e il nostro bagaglio culturale è strategico per ricostruire un Paese martoriato dalle politiche neo-liberiste e dalla corruzione. La questione morale significa lo stare sempre dalla parte delle regole, della rappresentanza, della consultazione, della democrazia partecipativa, dell’uguaglianza e della solidarietà per una reale società dei doveri ma che non lascia indietro i diritti, nel rispetto e nei valori della laicità dello Stato e della Costituzione. Bersani parla sempre di “Noi“ e considera, per esempio, Niki Vendola una grande risorsa e una personalità politica forte e utile per il bene futuro del nostro Paese. Invece il giovane Renzi, per abitudine, nei suoi interventi parla di “noi“ (renziani) e di “loro“, riferendosi a chi è con Bersani, Vendola, Puppato,Tabacci. Sapendo che è molto difficile e complicato spostare gli equilibri del nostro “bel Paese Italia“, credo che in questa fase sia utile un uomo con una consolidata esperienza e che abbia chiaro che “Noi“ siamo tutto il centro sinistra unito, che deve sconfiggere “loro“ del centro destra, ora diviso, ma che ha troppi interessi da difendere per riunirsi a breve. Infine, le donne vanno rispettati e valutati, non rottamati e gli uomini e le donne che da sempre hanno lottato dalla mia parte, io me li tengo stretti. (Angelo Gentilini)