Imola. Stavolta la vittoria era nell’aria. Le bottiglie erano state messe in frigo e sono state puntualmente stappate con la soddisfazione evidente del gruppo dirigente del Pd di viale Zappi presente al gran completo con il segretario Fabrizio Castellari, gli on. Massimo Marchignoli e Bruno Solaroli, il sindaco e il vice Daniele Manca e Roberto Visani, Nicodemo Montanari e i Giovani democratici esultanti. Tutti a bere un bicchiere di spumante per mandar giù la grande paura del primo turno quando fra Bersani (48%) e Renzi (41%) c’erano stati solamente 7 punti di differenza. Il 2 dicembre il segretario nazionale del Pd ha prevalso con il 58% sul 42% aggiungendo oltre 500 voti rispetto al turno precedente mentre Renzi si è letteralmente bloccato..

 

“Le preferenze in più sono in gran parte voti di Sel, voti di sinistra che non potevano andare che a Bersani al secondo turno che è più a sinistra di Renzi”, hanno commentato Castellari e soprattutto Manca che, in vista delle elezioni amministrative dei prossimi mesi, si trova per ora i “vendoliani” fuori dalla maggioranza in posizione fortemente critica contro la giunta. Le primarie modificheranno qualcosa nel rapporti a livello imolese fra Pd e Sel? Francesco Chiaiese, coordinatoree di Sinistra ecologia e libertà, per ora cerca di svicolare: “Vedremo, faremo un’analisi di questi risultati, a Imola comunque c’è una discontinuità rispetto alla situazione nazionale anche nei numeri”.


 

E in un angolo Gabriele Zaniboni, consigliere provinciale Pd a favore di Renzi sottolinea con forza: “In un luogo dove il gruppo dirigente del Pd era con Bersani al 98%, Renzi è andato oltre il 42%. Speriamo che il messaggio sia capito e che le porte di viale Zappi si aprano davvero. Forse siamo a un passaggio decisivo per vedere se ci sarà finalmente la nascita del Pd rispetto ai molti che hanno voluto una continuità con il vecchio Pci”.

(Massimo Mongardi)