La firma separata sul rinnovo del Contratto nazionale Metalmeccanici che Federmeccanica, Fim-Cisl e Uilm-Uil hanno siglato mercoledì 5 dicembre oggi, escludendo dal tavolo di trattativa la Fiom-Cgil, ovvero il maggior sindacato italiano tra le tute blu, è un'ennesima vigliaccata che passa sulla pelle dei lavoratori e lavoratrici. Si sa, da anni, che l'eurozona e l'Italia ancor di più, ha perso un'importante quota di lavoro a favore dei paesi emergenti e si continua a pensare che la crisi si supera con la compressione dei diritti e dei salari, invece di ridisegnare una nuova strategia legata allo sviluppo eco-sostenibile e di qualità. A fine anni 70 nelle buste paghe dei lavoratori andava redistribuito il 74% del Pil e il debito pubblico era al 60%… da metà degli anni 80 e dall'eliminazione della Scala Mobile sulla base del risultato referendario si è arrivati che nel 2012 nelle buste paghe arriva il 45% del Pil e il debito pubblico è al 129%. Per informazione storica sul referendum Scala Mobile la Cgil e il Pci di Berlinguer lottarono per tenerla, il Psi di Craxi insieme agli altri partiti di dx, alla Cisl, alla Uil, lottavano per eliminarla… tutti i cittadini furono chiamati al voto referendario e la maggioranza diede ragione a Craxi e company.
I lavoratori italiani, tra i paesi Ocse, sono quelli che lavorano di più e guadagnano meno, ma si continua a picchiare su di loro. Sarà un caso? Ma non lo è… che i paesi governati da anni da socialisti e socialdemocratici sono tra i più ricchi d'Europa, c'è più uguaglianza, più più welfare, ci sono gli stipendi più alti e gli orari di lavoro più bassi, mentre nei paesi governati da culture di dx e neo-liberiste si registrano sempre più difficoltà, povertà, precariato e tanto altro…
L'Italia è sulla strada sbagliata e i lavoratori e lavoratrici devono riprendere in mano le redini del proprio futuro e del futuro dei propri figli… inoltre sappiamo che storicamente quando in Italia sono arrivati dei periodi di crisi la Cisl e la Uil hanno piegato da altre parti accettando degli accordi capestro ed in contro tendenza con le migliori culture europee.
Anche se sembrano anni lontani, ricordo ai più giovani che negli anni 50, quando alla Cogne di Imola venivano licenziati i lavoratori iscritti alla Fiom-Cgil e al Pci, che tra l'altro erano stati gli artefici della ricostruzione aziendale post-bellica, la Cisl e la Dc sostenevano questa infame scelta e nei giornali locali scrivevano che il governo faceva bene perchè si doveva epurare la Cogne dal “virus comunista”. L'Italia è piena di bassezze e cattiverie ed ancora una volta, come allora, spetta agli uomini e donne giuste lottare per la dignità e il rispetto delle leggi, della Costituzione, dello Statuto dei Lavoratori. (Angelo Gentilini)