Tossignano (BO). Giovedì 6 dicembre torna, come ormai da secolare tradizione, l'antico falò di San Nicolò nei pressi della quercia scolpita di Tossignano. Una festa che da sempre suscita un grande fascino per il suo valore simbolico e per la calda polenta con ragù accompagnata da caldarroste e Vin Brulè servite a partire dalle ore 19.30. E poi tanta musica con la fisarmonica di Enrico Pelliconi e il basso tuba di Gabriele Gnudi. L’evento è organizzato dalla Proloco di Tossignano che, nelle giornate che procedono il falò, ha raccolto sterpi e ginepri per formare la grande catasta di legna che sarà accesa intorno alle 20,00 dai bambini del paese. Disponibile un servizio navetta da Borgo Tossignano.

 

L'usanza del “falò di San Nicolò” si perde nella notte dei tempi ed è legata alla figura di San Nicola di Bari protettore degli scolari la cui festa, per il profondo legame che il Santo ebbe con i fanciulli, viene considerata un gioioso anticipo del Natale soprattutto in Europa Occidentale. Verso la fine dell'Ottocento la festa assunse un carattere più scolastico e religioso infatti, la sera del 6 dicembre tutti gli scolari del paese si recavano nella chiesa di San Girolamo per la funzione religiosa e quindi uscendo professionalmente con i ceri accesi appiccavano fuoco ad una grossa catasta di legno collocata al centro della piazza. I bambini si rincorrevano festosi mentre le donne riempivano scaldini e scaldaletto con le braci del falò.Le magiche suggestioni della notte di San Nicolò rappresentano la conclusione di una giornata da passare all'aperto, lontano dalla nebbia che assedia la pianura padana, lungo la valle del Santerno alla scoperta della vena del gesso. (d.g)