Imola. Il fotovoltaico così come lo abbiamo conosciuto fino ad oggi è destinato a finire. Sono finiti i tempi dei rendimenti finanziari degli impianti superiori al 12%. Sono finiti i tempi degli impianti a terra da 70 MW di potenza, con 140 ettari di superficie e grandi tre volte il paese accanto. E con molta probabilità è anche finita l’epoca della gloriosa storia dei Conti Energia.

 

Lo strumento del Conto Energia ha prodotto risultati che nessuno era riuscito a prevedere. Nessuno. Prendete un qualsiasi articolo di due anni fa, di privati o di istituzioni pubbliche, e troverete previsioni di crescita del settore intorno ai 5 GW, massimo 7 GW. Ad oggi, dati Gse, siamo a 16,7 GW di potenza elettrica prodotta da fotovoltaico. Quasi il 7% della domanda elettrica italiana viene dal Sole. Siamo uno dei paesi con la maggiore potenza fotovoltaica installata al Mondo. Impensabile solo due anni fa. Tutto grazie ai cinque Conti Energia.

Quella dei Conti Energia è una storia tutta italiana, una storia che lascia interdetti. Morti precoci, tagli improvvisti delle tariffe incentivanti, regole del gioco che cambiavano in continuazione. Gli investitori sono letteralmente diventati pazzi e buona parte del lavoro è ricaduto più che su una corretta progettazione degli impianti, alla comprensione delle regole del gioco.

Progettare un impianto costa all’incirca 180.000€ al MW di potenza. I tempi necessari per la presentazione del progetto, tra progettazione e inizio lavori, vanno dai 7 ai 12 mesi. Con il II Conto energia la riduzione programmata degli incentivi era ogni anno. Con il III Conto ogni sei mesi. Con il IV ogni mese. Si capisce come un piccolo imprevisto che allunga i tempi di realizzazione, porta oggi a danni economici enormi. A complicare il tutto, come se già non lo fosse, dal IV Conto in poi sono stati introdotti anche dei Registri. Insomma un lavoro di burocrazia senza fine. E soprattutto rischi economici senza fine. Spendi 180.000 per progettare un impianto, presenti la domanda, non rientri nel Registro, 180.000 € persi. Chi si avventurerebbe nel settore con queste regole?

 

Questo modello con molta probabilità sta giungendo a termine. Attualmente siamo al V Conto Energia. A partire dal IV, questi Conti non sono più a scadenza temporale ma a scadenza economica. Raggiunta una certa cifra cumulata di incentivo rilasciato, vengono chiusi. Nel caso del V Conto, la sua chiusura è prevista al raggiungimento di un costo cumulato complessivo di 6,7 miliardi di euro. Ad oggi questo costo è di 6,4 miliardi di euro. Prevedere una fine entro Marzo-Aprile 2013 non è fantascientifico. E dopo? Ci dobbiamo aspettare il VI Conto Energia? Pare di no. E forse è meglio così.

 

Per il fotovoltaico il 2013 sarà l’anno del cambiamento radicale. Della rivoluzione vera, il passaggio dall’1.0 al 2.0. L’anno, mi sento di dire, del ritorno alla normalità. Nel 2013 il fotovoltaico si trasformerà da investimento (paragonabile sotto molti punti di vista agli investimenti nel mattone degli anni passati) ad autoconsumo. Installeremo i moduli sopra casa nostra non per guadagnarci con l’incentivo ma per spendere meno in bolletta.

Prevedibile quindi che l’incentivo come lo abbiamo conosciuto dal 2005 ad oggi, venga sostituito da qualche meccanismo fiscale assimilabile alle detrazioni del 55% o 50% per le ristrutturazioni edilizie e gli interventi di efficienza energetica. È inoltre possibile che a questi meccanismi si affianchi una qualche forma di bandi regionali. E, soprattutto al Sud, possibile che si raggiunga la famosa “Grid Parity”, ovvero il momento in cui l’energia prodotta da fotovoltaico diventerà concorrenziale con quella prodotta in modo tradizionale e quindi conveniente anche senza incentivo. In alcune aree della Sicilia pare sia già stata raggiunta.

 

Si apre quindi un mondo nuovo per il settore. Da un lato quello dello sviluppo tecnologico ed estetico degli impianti. Un po’ come già oggi avviene, verranno maggiormente sostenuti gli impianti che contengono qualche innovazione. Ad esempio una perfetta integrazione edilizia. Per fare un esempio, con il V Conto Energia, un impianto classico con i moduli sul tetto prende 208€/MWh. Un impianto perfettamente integrato (tegole fotovoltaiche, pareti verticali con moduli ecc.). prende 288€/MWh più un incremento di 20€/MWh se con componentistica europea.

Lo sviluppo più interessante è però quello legato all’innovazione gestionale degli impianti. Finirà l’epoca delle banche che investono in impianti per guadagnarci. Comincerà invece l’epoca delle Società che con propri fondi installeranno pannelli fotovoltaici sul tetto di un’industria e in seguito gli venderanno l’energia per 10 o più anni guadagnandoci sulla loro capacità di ridurre i loro costi di produzione dell’energia rispetto all’Enel (ad esempio producendo energie elettrica in loco senza utilizzare la rete Enel, non pagando quindi i costi di rete e oneri di sistema). Il meccanismo delle EsCO che già abbiamo descritto su leggilanotizia (LINK). Sarebbe una vera e propria rivoluzione copernicana del settore. L’inizio di una nuova era in cui le contraddizioni del modello incentivante fin qui utilizzato andrebbero a ricomporsi.

Tutto questo è una grande opportunità, tanto per i grandi investitori che per le famiglie. Il fotovoltaico 2.0 è alle porte. E per una volta il sistema sembra pronto per accoglierlo e farlo diventare un fidato alleato nella lotta ai cambiamenti climatici. (Denis Grasso)