Imola. 150 persone hanno partecipato al tradizionale torneo organizzato nell'ambito delle iniziative di “Oltre la siepe” il 10 dicembre in occasione della “Giornata della carta dei diritti universali dei diritti umani”. Il tema della giornata era “Diamo un calcio alle mafie – Stop al razzismo” perchè “salute mentale è vivere in una città sicura ed accogliente”.

 “Le politiche securitarie che hanno contraddistinto  in questi ultimi anni la gestione del paese hanno permesso che si creassero  situazioni come quella di Rosarno in cui l'assenza di regole in un contesto territoriale caratterizzato da una diffusa illegalità ha permesso alle organizzazioni criminali di far sentire forte il suo peso – affermano gli organizzatori -. I lavoratori migranti, di Rosarno non hanno piegato la testa di fronte alle mille angherie e soprusi che hanno dovuto subire. La loro denuncia ha permesso di mettere in luce un sistema economico criminale che sulla violenza ed il ricatto  fondava la sua forza. Una bella lezione di civiltà per tanti italiani assuefatti all' idea che con le mafie bisogna convivere e, perché no, anche fare affari. I migranti ci hanno indicato una strada per riappropriaci del futuro: la pratica della legalità, poiché laddove essa é un valore diffuso il sistema delle mafie si  scioglie come neve al sole”.

Il lavoro, complice la crisi economica che stiamo vivendo, rischia di trasformarsi da diritto a concessione, soggetto al ricatto dell'imprenditore spregiudicato di turno, del politico corrotto e delle agenzie criminali che in un sistema come questo  hanno largo margine di manovra. I segnali dal nord al sud del paese sono tanti. Basta leggere le recenti cronache dei giornali. “Il 10 dicembre, attraverso lo sport, vogliamo sottolineare ancora una volta e con forza che  la salute mentale, la possibilità di riprendere in mano il proprio futuro, la difesa dei beni comuni passano, ancora una volta, attraverso il varco della legalità, dei diritti e della responsabilità”.