Imola. Rinnovabili ed efficienza energetica. Numeratore e denominatore della stessa formula che chiamiamo consumo energetico. Da un lato le rinnovabili, produttrici di energia pulita, l’offerta. Dall’altra parte i consumatori di energia, la domanda. La strada italiana allo sviluppo sostenibile è sotto gli occhi di tutti; tutta sul lato dell’offerta. Le rinnovabili, pur con tutte le contraddizioni ed i limiti del sistema paese, sono state coccolate e supportate, portando, soprattutto nel settore fotovoltaico, a risultati straordinari. Il lato efficienza energetica invece, è stato sottovalutato, maltrattato. Leggi frammentarie, con orizzonti temporali limitati e con sostegni economici il più delle volte insufficienti. Il motivo? Io temo che l’efficienza piaccia poco per un semplice motivo. Ridurre la domanda elettrica e termica viene vista come una misura recessiva. Il classico conflitto tra crescita e decrescita. Eppure è emerso da diverse ricerche accademiche che un euro speso in efficienza energetica ha un’efficacia da 5 a 25 volte superiore rispetto al medesimo euro riconosciuto all’incentivo per le rinnovabili. Ma questo dato sembra essere circolato solo negli ambienti accademici e non dove si decidono le politiche.

 

Nell’ultimo anno molto si è mosso nel settore dell’efficienza e ad oggi, accanto al rivitalizzato mercato dei Certificati Bianchi (detti anche Titoli di efficienza energetica) destinato prevalentemente alle impese, le famiglie possono ricorrere a tre differenti strumenti di supporto: le Detrazioni Fiscali al 55%, la detrazione del 50% (ex 36%) per le ristrutturazioni edilizie e si è in attesa del Conto Termico. La materia è piuttosto complessa perché i tre strumenti sono complementari, si sovrappongono, per cui risulta piuttosto difficile comprendere a quale strumento fare riferimento per ogni caso specifico. In seguito una breve mappa per orientarsi nella giungla legislativa.

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Il sistema di supporto agli interventi di efficienza energetica più conosciuto è sicuramente la detrazione fiscale al 55%. Tale misura si sarebbe dovuta chiudere il 31 dicembre 2012. Fortunatamente il Governo Monti è intervenuto e l’ha prorogata fino al 30 giugno 2013, lasciando in eredità la volontà di renderlo uno strumento permanente, che non necessita di essere confermato ogni anno in Parlamento con tutte le incertezze che questo genera. La detrazione viene applicata sull’Irpef e l’Ires e viene spalmata su 10 anni. Le procedure burocratiche per ottenere la detrazione sono complesse e comportano costi non trascurabili. Sono incentivabili con questo meccanismo le sostituzioni di serramenti, finestre, caldaie e l’installazione di pompe di calore, del solare termico e la coinbentazione delle pareti. Tutte le procedure sono gestite dall’Enea.

 

Nuova arrivata del Governo Monti è la detrazione al 50% (ex 36%) per gli interventi di ristrutturazione edilizia. Questa misura sarà valida anch’essa fino al 30 giugno 2013 ed è stata prevista all’interno del Decreto Sviluppo di questa Estate come volano per il rilancio del settore edile. Da fine giugno 2013, la detrazione energetica più vecchia del nostro ordinamento (le prime misure sono del 1997), tornerà con molta probabilità al vecchio 36% e si prevede ingloberà anche il 55%. Strumento molto interessante da un lato perché sono stati aumentati i massimali incentivabili (da 17.280€ a 48.000€) e dall’altro perché le procedure burocratiche sono molto semplificate, ci sono pochi controlli e i costi burocratici sono molto bassi. Per questo da molti è considerato più interessante delle detrazioni del 55%, anche se l’Agenzia delle Entrate se ne è accorta e sta correndo ai ripari. Incentivabili i costi di progettazione, acquisto materiali, lavori, regolazione e sostituzione impianti, oneri di urbanizzazione ecc. In futuro con queste misure verrà con molta probabilità assistito anche il Fotovoltaico post Conto Energia.

 

Il terzo strumento, salvo sorprese, arriverà entro Natale indipendentemente dalla crisi di Governo visto che non deve più passare dal Parlamento. La bozza di legge completa può facilmente essere trovata su internet. Si tratta del Conto Termico, il Conto Energia del calore, atteso da oltre 1 anno. Molti i pregi e altrettanti i difetti ma il sistema è sicuramente di grande interesse.  Di conto energia per la verità ha poco visto che si viene retribuiti non in base al calore prodotto ma alle dimensioni dell’impianto. Il sistema prevede una copertura dei costi sostenuti per l’installazione di pompe di calore, pannelli solari termici, caldaie a biomasse e a condensazione fino al 40%. Fino ai 35 kWt la detrazione è spalmata su 2 anni, su 5 anni per gli impianti più grandi fino a 1 MWt. L’incentivo viene poi ulteriormente differenziato a secondo del tipo di tecnologia impiegata, della sua taglia e della zona climatica in cui ci si trova. Il meccanismo incentivante vale sia per i privati che per il settore pubblico. Le procedure istruttorie pare saranno piuttosto lunghe e dettagliate, facendo lievitare i previsti costi burocratici. Solo per fare un esempio. Il solare termico verrà incentivato a metro quadrato installato. Fino a 50 mq è previsto un incentivo di 170€/mq (255€/mq se utilizzato anche per raffrescamento), mentre per gli impianti più grandi 55€/mq (83€/mq se con raffrescamento).

 

Questo in breve il sistema di supporti economici a disposizione di chi vuole investire su una maggiore efficienza della propria abitazione. Il quadro, è evidente, è piuttosto complesso e per scelte specifiche richiede il supporto di un tecnico aggiornato e preparato. In attesa che diminuisca la burocrazia e venga semplificato il quadro di riferimento, proviamo a capirci qualcosa navigando tra centinaia di pagine di normative e formule. (Denis Grasso)