Carpi (MO). Berra (FE), Jolanda di Savoia (FE) e Fidenza (PR) sono i Comuni più virtuosi nell’annuale classifica stilata da Legambiente per premiare gli enti locali che promuovono buone pratiche per la riduzione dei rifiuti e di raccolta differenziata. L'annuale rapporto sui “Comuni ricicloni dell'Emilia-Romagna – V Edizione” è sttao presentato nei giorni scorsi a carpi, una scelta per tenere  simbolicamente accesa l'attenzione sulle zone colpite dal sisma di quest'anno e dell'importanza di una ripresa sotto tutti i versanti, compreso quello delle politiche ambientali.

 

Quella dei Comuni Ricicloni è un’iniziativa che Legambiente porta avanti da anni a livello nazionale e per il quinto anno consecutivo si è dato vita ad un’edizione regionale dello studio. Lo scopo dell’indagine è suscitare tra i Comuni una sana competizione, premiando le situazioni di eccellenza e, proponendole come modello da emulare anche nelle altre realtà della regione. L’obiettivo finale è quello di rendere sempre più marginale il ricorso a discariche e inceneritori attraverso l’incremento delle attività di riciclaggio dei materiali di scarto e grazie a politiche di riduzione dei rifiuti.

 

“Dall’Emilia-Romagna ci aspettiamo grandi risultati nella gestione dei rifiuti, per raggiungere gli obiettivi delle regioni più virtuose come Trentino-Alto Adige o Veneto – afferma Stefano Ciafani, vicepresidente di Legambiente Onlus, intervenuto alla presentazione del dossier -. Un bersaglio alla portata di tutti i comuni emiliano-romagnoli, che deve passare attraverso la diffusione delle raccolte domiciliari in tutti i territori, compresi i capoluoghi di provincia, ma che necessita anche un ritorno del primato della politica nella gestione dei rifiuti. Gli enti locali, a partire dalle amministrazioni comunali, non devono più delegare le decisioni strategiche alle aziende multiutilities, che privilegiano nel loro legittimo interesse un sistema fondato sui grandi impianti di smaltimento finale. L’auspicio di Legambiente è che le esperienze di tutti i comuni che vengono oggi premiati, e le buone pratiche divulgate dai nostri annuali dossier sui Comuni Ricicloni, diventino la regola per un nuovo Piano regionale di riduzione e corretto smaltimento dei rifiuti”.

 

“Per attuare politiche di gestione dei rifiuti davvero efficaci è necessario mettere in campo strategie di riduzione e prevenzione – dichiara Giulio Kerschbaumer di Legambiente Emilia-Romagna -. Per questo motivo pensiamo che l’obiettivo del Piano regionale dei rifiuti sia quello di puntare ai 150 chilogrammi pro capite di rifiuto da smaltire in un anno, 200 kg nel medio termine. Un risultato assolutamente alla portata di mano, combinando azioni di riduzione, raccolta differenziata spinta e un minimo di selezione e trattamento. Solo raggiungendo questi traguardi si riuscirà a centrare l’obiettivo prioritario: quello di rendere veramente marginali le discariche (che nel 2010 hanno interrato oltre 560.00 tonnellate, di soli rifiuti urbani) per poi ritarare il sistema impiantistico nel suo complesso”.

 

Al questionario di Legambiente hanno risposto, fornendo i dati relativi al 2011, 109 comuni, che coprono più del 60% della popolazione regionale. Per il primo anno si registrano sul podio diversi comuni del ferrarese. Sempre alta la presenza di comuni piacentini e parmensi, anche se il panorama delle situazioni virtuose appare più variegato che in passato. Il calcolo della raccolta differenziata segue le modalità nazionali dell’Ispra che non tiene conto degli ingombranti e degli inerti.

 

Tra i premiati nella categoria dei Comuni sopra i 25.000 abitanti, si riconfermano Fidenza (PR) che registra il minor quantitativo di rifiuti totali smaltiti e la miglior percentuale di raccolta differenziata, e Carpi (MO), che anche quest’anno ottiene il secondo posto per minor quantitativi di rifiuti smaltiti. Il premio va anche a Piacenza, che si piazza sul podio per la miglior raccolta differenziata di carta e Riccione (RN) per quanto riguarda la raccolta dell’organico .

 

Nella categoria dei Comuni tra 5000 e 25000 abitanti spiccano i risultati di Berra (FE), per i minor quantitativi di rifiuti smaltiti, seguito da Monte San Pietro (BO) che ottiene il secondo risultato. Cattolica (RN) si aggiudica il premio per la migliore raccolta differenziata dell’organico; San Secondo Parmense (PR) per la miglior percentuale di raccolta differenziata; Gattatico (RE), per la miglior raccolta differenziata della carta .

 

Tra i Comuni sotto i 5000 abitanti sono stati premiati Soragna (PR) per la miglior percentuale di raccolta differenziata e per la migliore raccolta dell’organico; Jolanda di Savoia (FE) e Sissa (PR) rispettivamente al primo e al secondo posto per i minor quantitativi di rifiuti smaltiti; segue il Comune di Caorso (PC), per la miglior raccolta differenziata della carta. Rispetto a Jolanda di Savoia, da tempo coinvolta dalle  polemiche sulla discarica, Legambiente ha ricordato come i buoni risultati raggiunti, rendono ormai obsoleto puntare i piani industriali e i bilanci comunali su questa tipologia impiantistica. Infine, in testa alla classifica dei Comuni che hanno incrementato maggiormente la raccolta differenziata tra il 2010 e il 2011 troviamo Torriana (RN) con un aumento del 12,5%.

 

Fuori dai podio i comuni capoluogo di provincia (salvo Piacenza per la raccolta della carta), che sono ancora lontani dalle realtà più virtuose, situazione solo in parte giustificata per le difficoltà legate alle dimensioni. Da segnalare comunque Parma, Reggio e Piacenza in cima alle classifiche relative. Non classificato il comune di Rimini che non ha fornito i dati.

Va sottolineato il fatto che in quasi tutti i comuni premiati le modalità adottate per la raccolta dei rifiuti sia il porta a porta: ciò conferma come il raggiungimento di risultati di eccellenza sia facilmente ottenibile con questo metodo di gestione. 

 

“In questa strada di riduzione e corretto smaltimento dei rifiuti urbani, Legambiente è in prima linea con proposte e azioni concrete – dichiara Lorenzo Frattini, presidente di Legambiente Emilia-Romagna -. Di particolare importanza è la Legge di iniziativa popolare, portata avanti assieme ad altre associazioni, che è arrivata al vaglio del Consiglio regionale. Una proposta di legge che rappresenta un fatto nuovo, di richiesta dal basso di politiche ambientali più virtuose, che ha ricevuto l'approvazione in decine di Consigli comunali e uno provinciale. La nostra speranza è che la politica sappia valorizzare queste energie andando presto al dibattito in Consiglio e all’approvazione. Rimandare incappando nella fine legislatura sarebbe una pessima risposta democratica, ancor prima che ambientale”.

Per il dossier completo clicca qui >>>