Imola. Una sonora bocciatura da parte dei “renziani” vicini a Cielle e al gruppo di Pier Paolo Mega per il metodo utilizzato dal Pd nella scelta del candidato Daniele Montroni alle parlamentarie del 30 dicembre.
“Il Pd imolese ha deciso di candidare Daniele Montroni al Parlamento – spiega un comunicato -. Si tratta di una scelta non condivisibile sia sul piano del merito sia del metodo. Sul piano del merito, rappresenta una scelta di chiusura verticale al rinnovamento della politica – rinnovamento che il 43 % dei votanti alle primarie di centrosinistra (ma non solo loro) ha richiesto a  gran voce e costituisce un gesto grave di continuità di un partito vecchio, arroccato a logiche di appartenenza e di apparato; un partito che non comprende la necessità di aprirsi alla società civile; un partito che non vuole cogliere le spinte al cambiamento oggi necessarie. Ciò naturalmente al di là della valutazione individuali sulla persona, su cui, qui, non si entra in discussione”.
“Sul piano del metodo, è una decisione che contraddice ciò che il segretario del Pd Fabrizio Castellari aveva pubblicamente affermato: “Mai più un candidato ufficiale di partito”, salvo poi individuarlo, con metodo oligarchico (senza alcuna consultazione) pochi giorni dopo. Non è credibile un partito che pone di fronte a una minoranza numericamente importante, una decisione già presa, anche a fronte di una evidente disponibilità al confronto, senza sentire l’obbligo della ricerca comune di una persona, che per struttura di personalità e per orientamento politico e culturale, sappia unire e far convergere su di sè una larga maggioranza di iscritti e di elettori”.
(m.m.)