Ho accettato la proposta di Sinistra Ecologia e Libertà di partecipare alle primarie come candidato indipendente per la Camera dei Deputati.
Il tempo è pochissimo: non ho a disposizioni reti organizzate di consenso o potenti organizzazioni: l’unica cosa di cui dispongo è il lavoro che ho fatto negli ultimi vent’anni.
Chiunque voglia darmi una mano, oltre a venire a votarmi alle primarie di Sel del prossimo 30 dicembre se ne ha titolo (possono partecipare solo coloro che hanno già votato alle primarie “italiabenecomune” del novembre scorso), può farlo con lo strumento più vecchio ed efficace del mondo: il passaparola.
Vi ringrazio, un abbraccio e un saluto da Paolo Soglia

Ecco alcuni temi che porto avanti:

1. LIBERA E INDIPENDENTE. PER DAVVERO.
Ho fatto il giornalista in una cooperativa indipendente per vent’anni, quindi il mio impegno principale è sempre stato in favore della libertà d’informazione e per il pluralismo, che sappia valorizzare le testate vere e soprattutto le nuove leve condannate a un precariato umiliante. Bisogna superare da una parte gli immani conflitti d’interesse dei potentati mediatici, ma anche le arretratezze e le rendite di posizione (spesso parassitarie) che pure la sinistra conservatrice ha difeso in questi anni.
In nome di questi principi non ho mai fatto sconti a nessuno, nemmeno a quelle cooperative o testate “di sinistra e non” che in questi anni hanno utilizzato cavilli ed espedienti truffaldini per ottenere vantaggi economici a mio avviso indebiti.
Ovviamente ogni cosa ha un prezzo: pochi mesi fa, dopo le reazioni che ha comportato la pubblicazione su Reportime/Corriere della Sera del mio pezzo sulle finte radio di partito, mi sono dovuto dimettere dall’incarico che avevo nell’ufficio di presidenza dell’associazione dei media cooperativi a cui diverse di quelle testate chiamate in causa aderiscono.
Far le pulci in casa propria è sempre più difficile che “sparare” addosso agli altri… Io non faccio il martire, anzi, stimo il lavoro dei tantissimi che in quell’associazione lavorano tra mille difficoltà,  ma di quella inchiesta non me ne pento affatto…

2. CORROTTI E CORRUTTORI: COME I MAFIOSI    ?La moralità la dobbiamo coltivare prima di tutto dentro di noi. Se cominciamo da noi stessi adottando comportamenti moralmente sani e ecologicamente sostenibili, senza star li a far la morale agli altri, facciamo prima. Spesso la nostra classe dirigente confonde la moralità con il moralismo… e non lo fa in buona fede.
Mi si dirà che non basta: che fare per i politici corrotti? E per i funzionari ladri, per gli imprenditori truffatori o paramafiosi? Per arginare la corruzione dilagante voglio appoggiare in Parlamento la proposta sostenuta da Libera che ha già raccolto molti consensi: l’estensione e l’applicazione della legge La Torre sulla confisca dei beni alle organizzazioni criminali. Per tutta una serie di reati economici contro lo Stato (che siamo noi) la confisca dei beni rimette nella disponibilità pubblica quanto sottratto alla collettività da corrotti e corruttori.

3. PER LA SCUOLA PUBBLICA Sono per una scuola pubblica, e la considero il principale patrimonio di una società sana e inclusiva, che non tiene fuori nessuno. Mi sono opposto da sempre, da cittadino e genitore, alla pervicace azione di distruzione del nostro sistema di istruzione pubblica portato avanti negli ultimi anni da Governi di diverso colore e sono intenzionato a continuare a farlo. Sono anche convinto che la libertà dell’insegnamento privato debba essere aderente ai principi costituzionali, e cioè“…senza oneri per lo Stato.”

4. PARI DIRITTI E DOVERI.
Una società può dirsi pienamente democratica solo se è laica e riconosce e garantisce pienamente i diritti civili delle persone senza subire diktat e intimidazioni: sì dunque, tanto per cominciare, ai matrimoni gay, al diritto automatico di cittadinanza per tutti coloro che sono nati in Italia, il diritto a non essere curati se non lo si desidera. Inoltre mi spenderò per una parità di genere che sia effettiva e non solo proclamata a parole. Per fare questo senza demagogia bisogna snellire le inutili ritualità della politica (come discussioni-fiume in cui poi non si decide nulla) perché le donne non hanno tempo da perdere: si dividono sempre tra mille cose e solo chi è ipocrita non si accorge che la cura dei figli, degli anziani e l’organizzazione pratica della vita ricadono maggiormente sulle donne anche se lavorano lo stesso numero di ore degli uomini.

5. SALUTE COME TERMOMETRO DELLA NOSTRA CIVILTA’.
Quando si parla di sanità penso sia imprescindibile lottare per un sistema di cura di eccellenza per tutti. Visto che si tratta di un onere enorme per lo Stato, e che la sanità è diventata progressivamente  il terreno privilegiato per ogni genere di patto scellerato tra il pubblico che paga e il privato che incassa, nonché un terreno di sprechi e malversazioni, penso vada contemporaneamente effettuata una grande opera di riforma e moralizzazione. la Sanità deve essere un “pubblico servizio”: è serio un paese in cui gli obiettori di coscienza per le pratiche abortive fanno carriera nel pubblico non garantendo il servizio e poi di nascosto smettono di “obiettare” nelle cliniche private? Perché non proporre che ogni Asl debba avere per legge in organico dei medici non obiettori e che siano proprio questi che si sacrificano, e non gli opportunisti, ad avere maggiori incentivi di retribuzione e di carriera? Inoltre bisogna lavorare su una sanità che eviti gli sprechi e prevenga le malattie: dalle confezioni dei medicinali alle campagne di screening, dalle pratiche meno invasive e meno costose (ad esempio la pillola abortiva) alla scelta da parte del medico se lavorare nel pubblico o nel privato.      

                     
6) L’ECONOMIA E IL LAVORO: IL TEMA DECISIVO. Sull’economia e sul lavoro poche righe non bastano e dovrò tornarci spesso. Abbiamo un sistema europeo e transnazionale che ha deciso di riempire di tasse i lavoratori e i cittadini, e di sgravare completamente, attraverso l’offshore, i capitali e la speculazione finanziaria. Non solo: anche il capitalismo produttivo soffre terribilmente in questa situazione, perché un’impresa, un’azienda, si vede penalizzata se assume e da lavoro rispetto a chi si arricchisce con la rendita esentasse. Poi arriva la crisi e che succede? Che migliaia di miliardi di euro pubblici vengono immessi nel sistema finanziario per salvare banche d’affari e fondi d’investimento che sono causa e motore della crisi, il cancro dell’economia, e si punta invece l’indice sui bilanci pubblici imponendo tagli draconiani. A lavoratori e imprese produttive vengono riservate solo tasse, tagli dei servizi e precarietà.  Infine, per quanto riguarda il lavoro come valore sociale e non solo economico e produttivo: mai si era visto, da decenni, un attacco così concentrico e spietato teso a ridurre, dividere, discriminare e precarizzare ogni forma di lavoro organizzata. Ora è il momento di difenderci, dovrà arrivare però anche quello per individuare le responsabilità e ripartire in avanti all’offensiva.
C’è da aggiungere altro per capire da che parte stare? Non credo…

Ce ne sarebbero tante altre di cose importanti da affrontare e da discutere, ma si farebbe veramente lunga… in fondo questo è solo il primo post da “candidato”. Chi volesse avere un’idea più precisa di chi sono e di come la penso può farsela sul mio sito, una sorta di archivio di interventi, proposte ed editoriali pubblicati negli ultimi anni, oppure sul mio blog o infine sul mio profilo facebook.