Le proposte agli elettori di Mara Roncuzzi

Per quale ragione ha deciso di partecipare a questa sfida interna?
“Prima di tutto, penso sia necessario sfruttare l'opportunità che il partito ha messo a disposizione per andare verso la parità di genere.
Per la prima volta si può votare, e dunque eleggere, una donna e un uomo.
La questione “quote rosa” è sempre un terreno scivoloso, ma bisogna iniziare da qui affinché il cambiamento culturale, che deve vedere le donne incidere maggiormente sulle scelte politiche e non solo, diventi prassi.
Le primarie sono una piccola-grande rivoluzione nel panorama politico italiano, ed è il PD che ha il merito di averle introdotte, sperimentate, sostenute, contestate, ri-sperimentate e forse ora assimilate.
Questa volta il tempo è poco e le difficoltà organizzative moltissime, ma una volta sperimentate anche per la selezione dei parlamentari, penso che debbano diventare metodo e affinarsi. Come è avvenuto per le primarie di livello nazionale, la cui contendibilità è cresciuta nel tempo.

In secondo luogo, ho deciso di accettare la richiesta di alcuni amici del Pd, e in particolare dell’associazione degli Ecologisti Democratici, che hanno riposto in me fiducia per una sfida così importante, perchè la questione ambientale deve essere sempre considerata prioritaria nelle proposte politiche del PD, perché una nuova politica non può non avere al centro anche e soprattutto l’ambiente.”

Qual è il suo programma politico, vale a dire che contributo pensa di portare con sé in parlamento?

“Il mio programma politico si basa su tre priorità generali, e su una serie di punti legati al rapporto con Ravenna.

In generale, ritengo prioritario:

Approvare urgentemente un pacchetto di profonde Riforme Istituzionali che ridiano prestigio e fiducia alla politica tra la gente, superando rapidamente tutti quegli aspetti che appaiono intollerabili privilegi, dando funzionalità, efficacia ed efficienza ad ogni livello di Governo per eliminare sprechi e duplicazioni inutili.

Oggi quando si parla di ripresa e lavoro si parla nel contempo di ambiente. Solo uno sviluppo moderno e sostenibile, basato su tecnologie avanzate e pulite (la cosiddetta Green Economy), può farci uscire nello stesso tempo dalla crisi economica e dalla crisi ecologica, garantendo un futuro e un lavoro soprattutto ai nostri giovani.

Per una ripresa giusta e duratura bisogna puntare innanzitutto sui Beni Comuni e sui grandi servizi collettivi: Scuola, Università e Ricerca, Sanità e Servizi Sociali, Ambiente e Difesa del nostro Territorio, accantonando grandi progetti di Difesa militare e infrastrutturazione di grandi opere.

Per i territori e per la provincia di Ravenna, vorrei richiamare queste priorità:

Rivedere profondamente le priorità del nostro sistema dei trasporti mettendo al centro il treno e i trasporti collettivi urbani, percorsi pedonali e ciclabili. L’infrastruttura prioritaria in assoluto è cambiare e modernizzare i collegamenti ferroviari fra Bologna-il faentino, la bassa Romagna e Ravenna, dato che oggi quel treno è un tormento per lavoratori e studenti pendolari. Connessi a questo, il sistema rapido costiero, la Ravenna-Faenza-Firenze, la Faenza-Lavezzola, la Ferrara-Ravenna. Nelle nostre città bisogna tornare a puntare invece su mezzi pubblici moderni e su un sistema di percorsi pedonali e ciclabili estesi e sicuri. Per quest’ultimo aspetto, mi impegno a sostenere le proposte del vasto movimento denominato “Salvaciclisti”.

Il porto di Ravenna, nel sistema portuale Italiano. E’ una grande ricchezza per la provincia di Ravenna e per tutta l’Emilia-Romagna. Portare sempre più merci e passeggeri sulle vie d’acqua è uno dei perni di uno sviluppo moderno e sostenibile.

Creare le condizioni di un’intesa con l’Europa per un allentamento selettivo del “Patto di Stabilità“, che oggi strangola i Comuni, soprattutto per sostenere risparmio ed efficienza energetica, messa in sicurezza del territorio, riqualificazione urbana e degli edifici pubblici.

Rilanciare i nostri Parchi naturali (Parco del Delta e Parco della Vena del Gesso Romagnola), grandi serbatoi di biodiversità e fattori di turismo e lavoro di qualità, per valorizzare e mettere in sicurezza il nostro bellissimo territorio.

Sostenere la proposta del Sindaco e delle Istituzioni ravennati di “Ravenna Capitale Europea della Cultura per il 2019“, un’idea formidabile per far conoscere il nostro straordinario patrimonio culturale e per promuovere il turismo intelligente e le mille forme di cultura di cui sono protagonisti centinaia di gruppi musicali, teatrali, artisti  composti in particolare da tanti giovani talenti;

 Fare attenzione alle richieste del mondo delle imprese e del lavoro, oggi così duramente colpite dalla attuale crisi, ma che possono essere protagoniste di una nuova fase per lo sviluppo sostenibile del territorio.

Favorire la crescita del Tecnopolo della Provincia di Ravenna e rafforzare il rapporto tra il mondo della ricerca e il mondo delle imprese per uno sviluppo sempre più avanzato e competitivo a livello internazionale;

Mantenere un costante collegamento con tutti i cittadini e con le loro associazioni, ma in particolare con le donne delle nostre città perché siano sempre più protagoniste della vita sociale, del mondo del lavoro e delle imprese e delle scelte politiche concrete”