Per quali ragione ha deciso di partecipare a questa sfida interna?
“L'idea di partecipare alle primarie è nata un po' di getto, di cuore, direi, più che di testa…Tutto, d'altra parte, in queste primarie è stato estremamente accelerato.
A tre giorni dalla data utile per consegnare le firme non c'erano donne della Bassa Romagna. Così ho deciso di provarci. Volevo che il mio territorio fosse rappresentato.  
Credo inoltre di poter rappresentare gli interessi e i problemi della gente comune. Conosco da vicino il dramma della crisi che combatto tutti i giorni accanto ai lavoratori nel Centro per l'Impiego dove lavoro. Ho una storia semplice e per questo simile a molti elettori. Ho sempre portato avanti le mie battaglie contro il precariato e per i diritti dei lavoratori anche quando in molti negavano il problema. I problemi del lavoro e dei giovani li conosco bene per il lavoro che faccio e per la mia esperienza personale. Ho scelto di vivere in questo territorio, qui ho costruito la mia famiglia ed è questo territorio che voglio rappresentare, difenderne le eccellenze, il suo stato sociale oggi messo a dura prova dai tagli ai fondi sociali e agli enti locali, in primis i Comuni.”

Qual è il suo programma politico, vale a dire il contributo che pensa di portare con sé in Parlamento?
Io ho votato Bersani perché il suo programma politico incentrato sui temi del lavoro, dei diritti e dell'equità sociale mi convince, ma sono anche sensibile alle istanze di cambiamento di Renzi. Sono per un rinnovamento profondo del modo di fare politica. In parlamento non abbiamo bisogno di “star” ma di competenza, passione, dedizione e anche molta umiltà.

Io personalmente sono a favore di uno sviluppo sostenibile che tuteli l'ambiente e la salute dei cittadini, a favore dei diritti civili, contro ogni forma di discriminazione sociale e una strenue sostenitrice della laicità dello stato. Scendendo più nel concreto, io ritengo urgente  l'introduzione di un reddito minimo garantito, perché chi perde il lavoro non può essere lasciato solo. A questo si deve necessariamente affiancare una riforma complessiva delle politiche pubbliche per il lavoro sul modello tedesco, una  revisione della riforma Fornero di cui occorre rafforzare gli strumenti di lotta alla precarietà e allo sfruttamento dei lavoratori, l'introduzione di meccanismi di redistribuzione del reddito verso le classi meno abbienti che oggi pagano maggiormente la crisi economica, l'approvazione di una legge contro l'omofobia, investimenti sulla formazione e sulla scuola pubblica che rappresentano il principale volano per la crescita del nostro Paese.

La lotta all'evasione per me è e resta una priorità, per rafforzarla occorre inserire meccanismi di “conflitto di interessi” consentendo la detrazione delle spese sostenute per la casa, la famiglia, la produzione del reddito.  

Credo infine che, specie in questo periodo così difficile per il nostro Paese, chi siede in Parlamento debba dare il buon esempio. Per questo sono a favore dell'abolizione di ogni privilegio e della riduzione drastica degli stipendi dei parlamentari.

Su questo sono disposta a fare la mia parte anche devolvendo una parte degli emolumenti eventualmente percepiti per il mio territorio. Mi farò portatrice di una proposta in questo senso al mio partito.”
(m.z.)