Imola. “Una alternativa civica è possibile?” Alla domanda posta dall’associazione Attiva lo scorso 6 novembre è arrivata una risposta negativa. Non ci sarà nessuna lista civica “capace di unire progressisti e moderati, laici e cattolici, nella costruzione di un nuovo movimento civico per l’alternativa”. Una lista civica che non era la trasformazione di Attiva ma un nuovo percorso capace di andare oltre l’esperienza dell’associazione guidata da Raffaello De Brasi.
L’iniziativa di Attiva era riuscita a mobilitare un numero importante di cittadini e molti di loro si erano dichiarati interessati ad approfondire la proposta, persone con un’identità di sinistra e moderati, laici e cattolici, persone competenti di tutte le professioni, diversi giovani.
Ma allora come mai l’esito non è stato positivo? “Se già dall’inizio del percorso  i tempi apparivano non ancora maturi per costruire un nuovo civismo a livello locale – si legge in un comunicato di Attiva -, il contesto nazionale ha fatto si che il tentativo intrapreso da Attiva non abbia dato esito positivo, principalmente perché ognuno si è rinchiuso in logiche di appartenenza  politica e perché non è emersa  una nuova leadership in grado di realizzare il nuovo progetto politico e di vincere la competizione con il candidato e sindaco in carica, Daniele Manca”.

Attiva pone anche l’accento sulle mutate condizioni politiche rispetto all’avvio del percorso in novembre. “Di colpo il sipario del teatro politico si è aperto con la riproposizione della candidatura di Berlusconi e con la nascita del centro di Monti. Le primarie del Pd hanno generato una forte volontà di partecipazione e di cambiamento; il risultato imolese di Renzi a livello locale ha dimostrato che a Imola vi sono migliaia di persone che sono disposte a riconoscersi in un messaggio di rinnovamento della centro sinistra capace di attrarre un consenso trasversale al Pd. Le primarie per il parlamentare del Pd hanno visto un’uscita di scena molto brusca dell’attuale Deputato senza che vi sia stata una spiegazione plausibile rivolta ai cittadini. Esse  comunque hanno rappresentato un segno di discontinuità facendo emergere nuove personalità politiche impegnate nel cambiamento  accanto alla affermazione di una candidatura che rappresenta la continuità della tradizione ma che non rappresenta più la maggioranza assoluta nel Pd soprattutto a Imola”.   

Tutto ciò unito “a logiche di difesa delle identità già costituite, logiche di annessione e di conservazione hanno reso evidente a molti che il civismo di cui si parlava era qualcosa di riscaldato che si tentava proporre come nuovo, pur essendo vecchio e privo di consistenza innovativa – continua l’analisi di Attiva -. Non si è creato lo spazio per  un civismo effettivamente di tipo nuovo, fondato su di una profonda riforma della politica, su programmi innovativi rivolti al futuro e sul lancio di nuovo personale politico, giovane e competente. Attiva ha costatato questa realtà e ha dato una sua risposta alla domanda formulata il 6 novembre. In questo momento a Imola un’alternativa civica vincente e operante nell’interesse esclusivo dei cittadini è impossibile. Ciò nulla toglie al contenuto che era insito nella domanda. Imola ha comunque bisogno di una radicale discontinuità di cultura politica, di programmi, di competenze, di maggiore qualità del personale politico. Imola ha bisogno di nuove sensibilità culturali e sociali, di strumenti di controllo sulle ‘performance del governo della città’, di un nuovo modello di partecipazione e soprattutto di strategie coordinate e di azioni concrete rivolte al futuro”.

Chiuso il tentativo di dare vita alla lista, Attiva “conferma che non si presenterà, in alcuna forma, alle prossime elezioni per il Comune d’Imola e resterà un’associazione culturale e di servizio civile impegnata a elaborare obiettivi di cambiamento e a proporre nuovi metodi, strumenti e processi per realizzarli. I nostri interlocutori principali saranno sempre i cittadini, le associazioni della società civile e le istituzioni di governo. In campagna elettorale faremo conoscere ai candidati la nostra visione e le nostre proposte per il futuro di Imola e in base alla loro disponibilità al dialogo e alle loro risposte comunicheremo le nostre valutazioni agli elettori. Disturberemo volutamente i candidati che saranno eletti, ricordando loro le promesse fatte e le attese generate, li giudicheremo senza preconcetti ma anche senza sconti. Fin d’ora siamo disponibili a garantire un confronto sereno e serio con i vincitori, un confronto che si trasformerà in una collaborazione quando si tratterà di tutelare l’interesse del nostro territorio e delle nostre comunità e in dura denuncia quando vi si opererà contro. La nostra passione civile, il nostro desiderio di cambiamento e la nostra determinazione rimarranno vivi e rivolti a costruire un futuro migliore per la nostra comunità e per le nuove generazioni”.

Quindi, una seconda fase di Attiva, “che opererà per dar vita a una forma di civismo senza risvolti politici diretti e istituzionali, un civismo di proposta e di servizio civile, un civismo delle associazioni e delle idee per la città; un civismo capace di dialogare con le Istituzioni e con chi le governa,ma anche con le opposizioni, ma soprattutto con i cittadini”.