Imola. L’archivio del Motoclub Santerno e la documentazione personale di Checco Costa sono stati donati  alla biblioteca comunale dall’avvocato Carlo Costa, figlio di Checco, presidente del Motoclub e speaker storico dell’autodromo, in accordo con la famiglia Costa e i componenti del Motoclub. L’avvocato Costa insieme al fratello Claudio Marcello, hanno individuato nella Biblioteca comunale-Archivio storico comunale di Imola il luogo ideale per la conservazione e per lo studio della documentazione del Motoclub e del loro padre Checco Costa.
“E’ un momento di grande emozione, che conclude in maniera meravigliosa la sua magnifica carriera di ente per lo sviluppo e la propaganda dello sport motociclistico – ha detto con grande emozione Carlo Costa, riferendosi alla cessata attività del Motoclub Santerno solo per quanto riguarda l’organizzazione delle gare, mentre rimane viva l’attività di mototurismo e dei commissari in pista -. Abbiamo fatto questa donazione perché le ceneri della memoria non vadano inutilmente disperse al vento, facendo sì che il Motoclub e Checco Costa siano consegnati dalla storia alla leggenda. Ringrazio della squisita disponibilità il Comune e la Biblioteca comunale”.

Da parte sua il sindaco Daniele Manca ha ringraziato “il Motoclub Santerno e la famiglia Costa per la donazione che è un’ulteriore dimostrazione dell’amore, della passione e della generosità  nei confronti del loro comune. Questa donazione garantisce il mantenimento della memoria e senza radici e la conoscenza della nostra storia non si può governare il futuro di una comunità”. “Qui si raccoglie una parte fondamentale della importante storia del motociclismo e ancora oggi siamo conosciuti nel mondo proprio per questa storia – ha aggiunto il sindaco Manca -. Per noi questa donazione rappresenta una grande responsabilità per il prestigio che ha e per le emozioni che trasmette questa storia, che rappresenta il senso di identità della città. Questa donazione, inoltre, si collega con l’obiettivo di realizzare il museo dell’autodromo che sarà uno dei punti principali in grado di trasformare l’autodromo da struttura chiusa in struttura aperta ogni giorno per chi vuole conoscere la storia e per riorientare l’impianto al futuro”.