Imola. Dopo un ritardo che ha spostato la sua apertura da settembre ai primi di gennaio, sono finalmente aperte agli studenti le porte della nuova scuola di musica Vassura-Baroncini. La sede di via Fratelli Bandiera 19 posiziona il polo musicale nello stesso complesso che ospita la Fondazione Gottarelli, la banda di Imola, il Fai e presto anche il Cidra, al piano terra.
Una struttura spaziosa e nuova con 20 aule, 1 biblioteca, 2 spazi per i servizi igienici, un auditorium quella che è stata riservata agli allievi della scuola di musica grazie all'investimento di 1 milione e mezzo, pervenuto dalle Istituzioni Riunite.
«Questo polo musicale è parte integrante del nostro progetto di governo, che ha voluto investire sulla cultura, in controtendenza con ciò che accade altrove – ha annunciato il sindaco Daniele Manca durante la conferenza – Termineremo questa legislatura con molti più contenitori culturali, riqualificati, ristrutturati e riconsegnati alla città».
La nuova scuola di musica Vassura-Baroncini unisce le identità delle due scuole musicali presenti ad Imola, grazie all'ingresso del corpo insegnanti della scuola di musica Ca'Vaina, che da settembre scorso ha dismesso il suo ruolo didattico per indossare i panni del centro di attività giovanili. «Con la ristrutturazione dei locali dell'Annunziata si risolve l'esigenza di più realtà, non solo delle due scuole di musica, ma anche del Cidra che trova così spazi più consoni alle proprie attività», ha spiegato l'assessore alla cultura Valter Galavotti. A pianoterra, dove i lavori sono ancora in corso, troverà spazio il Centro imolese documentazione resistenza antifascista, «trasformando le mura dell'antico monastero in un luogo dove trovano spazio l'arte e la memoria».
Con 320 allievi, 42 insegnanti e 30 corsi all'attivo la nuova scuola di musica si presenta con una veste elegante, efficiente e ariosa. Ma non nasce senza qualche polemica, soprattutto da parte del gruppo di insegnanti che non ha accettato le condizioni contrattuali della nuova struttura e che su Facebook lamentano una riduzione nella qualità del livello di insegnamento (dovuta alla sostituzione degli insegnanti uscenti) e una diminuzione nel numero di iscritti, che accusano essere di 70 unità.
(Andrea L. Montefiori – Leonardo Bettocchi)