Caro direttore,
la mente – diceva il saggio – è come un paracadute perché ci evita di prendere decisioni errate che potrebbero farci male ma, come il paracadute, funziona bene solo quando è aperta. Le esperienze vissute, le notizie che sentiamo, le situazioni che “fotografiamo” nella nostra memoria: tutto è usato dalla nostra mente per fare confronti e dare valutazioni sugli avvenimenti che accadono di giorno in  giorno.
La Danimarca è una monarchia che ha il consenso dell’80% del popolo. La famiglia reale, risale al vichingo Harald Denteblu che, oltre 1000 anni fa, fu il primo Re di una Danimarca unita. Il Principe ereditario Frederick, ha iscritto il suo primogenito Christian  alla scuola pubblica dove viene accompagnato a piedi… non è nemmeno raro vedere membri della famiglia reale in bicicletta sulle piste ciclabili della capitale. Questa idilliaca descrizione di una realtà tanto diversa dalla nostra, mi induce pormi delle domande!
Se un futuro Re va a scuola a piedi assieme al figlio del sig. Rossi e i “reali” pedalano sulla pista ciclabile come si possono definire certi nostri comportamenti? Un banale ministro della nostra Repubblica va a comprare le sue scarpe con auto blu e due auto di scorta armata mentre negli ospedali romani, la gente è ricoverata in ambulanza o su una poltrona per mancanza di posti letto!
Viaggiando gratis in aereo, c’è chi accumula “punti” per mandare gratis in ferie la famiglia e gli amici!
Perché non c’è nessuno che si vergogni di questo?
La famiglia reale danese è composta, complessivamente, da 18 persone e possiede il castello di Rosemberg, ora museo della corona, il castello di Kromburg e, dal 1930, lo Yacht reale Dannebrog. Il costo complessivo è compreso fra i 40 e i 50 milioni di euro all’anno ma quasi un terzo della cifra è destinato a cerimonie ufficiali che rientrano ormai nella tradizione. Non mi risulta che la famiglia reale viva con particolari ristrettezze anche se – togliendo il costo delle cerimonie – le resta meno della rendita mensile della ex-moglie di Berlusconi! Centomila euro al giorno per 365 giorni fanno 36,5 milioni all’anno!
Non dubito che la decisione presa dalla Magistratura sia verniciata di legalità ma, in tempo di crisi, mi sembra moralmente oscena! In prossimità di elezioni, la ritengo politicamente miope e ai limiti della legalità: sorvolando sulla “Par Condicio”, fornisce a Berlusconi un’arma impropria da usare in campagna elettorale a scapito degli avversari politici!  Non credo in una affermazione di Berlusconi ma, se dovessero esserci sorprese, certo non saranno per i meriti del Cavaliere ma per i demeriti e errori allegramente commessi da altri!
(Gian Franco Bonanni)