Imola. Pienone alla sala delle Stagioni venerdì 11 gennaio per l’iniziativa della Cgil con Giovanni Impastato. Un bis dopo che nella mattinata gli studenti hanno stipato il teatro dell’Osservanza per ascoltare prima lo stesso Impastato e il fotografo Alessandro Zanini sul tema “Mafia e legalità” e, successivamente, gli interventi degli studenti del liceo Bassi di Bologna, del liceo di Casale Monferrato e i rappresentanti dell’associazione Famigliari vittime dell’amianto.
Ma torniamo alla serata nella sala delle Stagioni. Giovanni ha raccontato in modo molto diretto come sono cresciuti, come è iniziata la lotta di Peppino contro la mafia locale e il “ boss” Badalamenti, l’importante ruolo della madre prima e dopo la morte di Peppino, la coerenza della narrazione nel film “I cento passi” e la continuità della lotta con Giovanni portatore del testimone. Ha chiarito i processi storici dell’evoluzione dell’organizzazione mafiosa, dal dominio delle terre, alla mafia urbana, alla mafia della finanza e dell’industria, che si infila e si consolida nei territori dove c’è una economia forte. E’ importante il suo concetto di legalità, a cui si deve abbinare quale legalità , che per Giovanni è legata alla Costituzione e alla partecipazione democratica e ha sollecitato i tanti giovani presenti a non rassegnarsi e ad esercitare, quando è necessario, la disobbedienza civile, come Martin Luther King, come Gandhi e come oltre 2000 anni fa ha fatto Gesù Cristo.
E' stato dato sostegno alla campagna raccolta firme “Io riattivo il lavoro”, promossa dalla Cgil, Libera, Arci, Acli, Legacoop, per riconvertire le aziende confiscate alle mafie in attività lavorative legali e dignitose (per firmare rivolgersi alla Cgil in via Emilia 44 a Imola).
Sono state significative le testimonianze sulle amicizie e sui rapporti con Saviano, Falcone, Borsellino e le considerazioni sull’importanza della coerenza nella veicolazione dei messaggi  per non deturpare la qualità dei valori, l’importanza dell’alternativa costruita dalla base e non calata sulla base. Potrei scrivere e scrivere perché l’incontro con Giovanni Impastato, fratello di Peppino è stato veramente emozionante, interessante, coinvolgente e liberatorio, anche perché era chiaro che  di fronte avevo un Compagno che da tanto tempo volevo incontrare, conoscere, ascoltare.
(Angelo Gentilini – http://angelogentilini.blogspot.it/)