Bologna. Non sono andate giù a Legambiente le dichiarazioni di Daniele Ara, presidente del quartiere Navile, nonché responsabile Pianificazione territoriale e Mobilità del Pd di Bologna, secondo il quale il Passante Nord è la soluzione al problema della qualità di vita nelle periferie della città di Bologna. “Si tratta di un argomento vecchio e ampliamente riciclato – affermano gli ambientalisti del Cigno – . Sostenere inoltre che il tracciato del Passante Nord non genererà cementificazione è una vera e propria mistificazione della realtà: i 40 chilometri di tracciato sono destinati a massacrare  il territorio agricolo su cui dovrebbe essere costruito il Passante, e avrebbero come ulteriore nefasta conseguenza una intensa urbanizzazione  di tutta l'area intorno al Passante. Le situazioni di deroghe, varianti e accordi di programma del bolognese parla chiaro sulla poca tenuta nel tempo dei disegni urbanistici, anche virtuosi”.

Legambiente, che continua ad essere contraria ad entrambe le versioni del tracciato, si chiede se “il futuro di Bologna debba passare per strade, autostrade e mobilità su gomma di cittadini e merci. Per migliorare la qualità della vita di tutti i cittadini della città, da centro alla periferia, la vera soluzione è la cura del ferro. Se vogliamo veramente difendere il territorio, tutelare l'agricoltura e tutelare i quartieri popolari occorrerebbe fare una sola grande opera che potrebbe contribuire a ridurre i volumi di traffico: sviluppare, potenziare il Sistema ferroviario metropolitano, e i servizio pubblico in generale”.

“Ci stupisce che Ara  – conclude Lorenzo Frattini, presidente di Legambiente Emilia Romagna – riduca il problema della qualità dell’aria, che è del bacino padano, al mero spostamento a casa d’altri. Crediamo che, da responsabile della pianificazione, dovrebbe invece porsi la questione delle modalità in cui negli ultimi mesi è stato trattato il progetto del passante dai sindaci: con mercanteggi sul tracciato, ben lontani da un serio ragionamento urbanistico e  di attenta valutazione dei costi benefici”.