Casalfiumanese (Bo). Molto spesso si sente parlare di “fuga di cervelli” quando si tratta di lavorare all'estero: concetto legato molto spesso alle possibilità in più che ci sono. Ma se si ha la possibilità di portare avanti anche lo studio all'estero?

Chiara Contoli abita a Casalfiumanese, piccolo paese sulla valle del Santerno. Ha 26 anni e, dopo essersi laureata qualche anno fa alla triennale di ingegneria informatica all'università di Cesena, è ora vicina al traguardo della specialistica. Ha avuto la possibilità di partecipare ad un progetto diretto da un prof. italiano alla University of California Los Angeles (UCLA).

Spiegaci meglio come hai potuto partecipare al progetto e di che cosa si tratta.

Il prof. con il quale ho fatto la tesi della triennale, Callegati Franco, aveva dei contatti e delle collaborazioni con un professore italiano dell'UCLA, il prof. Giovanni Pau. Quest'ultimo ha avviato un gruppo di lavoro con un certo numero di studenti (quasi tutti italiani) su un laboratorio di networking tra veicoli, relazionato con la Toyota. Sono riuscita ad entrare in contatto con il professore, gli ho esposto le mie competenze e sono stata accettata.

Il laboratorio ha una durata di sei mesi, io per ora ho trascorso i mesi di novembre e dicembre nell'università americana, e alla fine di gennaio ripartirò per i quattro mesi che mancano.

C'è da dire che questa esperienza è molto costosa, poiché ricade tutta sulle spalle del laureando, ma fortunatamente avevo vinto una borsa di studio che ha coperto il grosso delle spese, il resto lo hanno dovuto mettere i miei genitori, ai quali devo davvero tutto per i sacrifici fatti. Ad ogni modo per chi ha la possibilità di intraprenderla, come minimo, senza considerare le spese della vita (molto costosa) bisogna considerare 5000 euro.

Quali differenze hai riscontrato nella mentalità educativa americana rispetto alla nostra?

Per prima cosa in America c'è un metodo di collaborazione che non mi piace molto: si fissa una data per incontrarsi e si arriva li tutti quanti per vedere cosa si ha combinato. Non c'è scambio di esperienze durante il lavoro e devi dimostrare da solo di meritare quello che hai avuto. C'è un po' più di arrivismo. Con il mio gruppo di lavoro diversamente, che siamo in prevalenza italiani, ci interfacciamo, confrontiamo e scambiamo esperienze momento per momento. Ognuno ha i suoi input da dare ad ogni tematica condivisa.

Ho inoltre sentito dire che il corrispettivo del nostro dottorato in America è molto più impegnativo, te lo devi sudare lavorandoci ogni momento, seguendo lezioni e dando lezioni, ti lascia infine pochissimo tempo per quello che è il lavoro di ricerca vero e proprio.

Un'altra differenza stavolta a favore del metodo americano è che l'università è sempre aperta, quindi chi ha accesso ai laboratori di ricerca, può lavorarci in ogni momento, anche dormire lì se vuole!

Quante sono le possibilità lavorative che ha un giovane con il tuo percorso di studi in Italia e all'estero?

In quasi tutte le aziende dove si assumono ingegneri informatici (anche in Italia), l'esperienza all'estero, e in particolare in America, è un ottimo curriculum. Nonostante questo la tendenza generale in Italia è poco valorizzante. Mi spiego meglio: a parità di curriculum all'estero parti comunque avvantaggiato, hai offerte lavorative più ghiotte.

Alcuni amici hanno fatto tesi all'estero ma non hanno avuto riscontri in Italia. Così in molti si ritrovano a lavorare in America.

Io personalmente se avessi l'opportunità di trovare un lavoro soddisfacente in Italia lo accetterei prima di fare la scelta di andarmene, ma in generale le offerte fuori dal confine sono migliori.

Che consiglio ti senti di dare a chi sta terminando un percorso di studi del tuo genere in Italia?

Devo essere franca, senza il contatto del mio prof. non avrei avuto la possibilità di fare questa cosa. È necessario trovare quel genere di persone che ti stimoli e soprattutto aver anche la disponibilità finanziaria per farlo, borsa di studio o famiglia.

Il consiglio è di fare comunque l'esperienza e di non fermarsi davanti alla paura di essere lontani da casa, da soli in una grande città straniera. Il coraggio ci fa superare le paure e ci rende possibile ottenere le cose.

(Elvis Angioli)