Imola. “E vidi dietro a noi un diavol nero” è il tema del quarto incontro della rassegna “Dante e i nativi digitali” curata dall’Ufficio diocesano per le iniziative culturali e le comunicazioni sociali. La serata avrà al centro il 21°, il 22° e il 23° canto dell’Inferno dantesco raccontati con pensieri, musiche e letture. L’appuntamento è per venerdì 18 gennaio, ore 21, all’Oratorio San Macario (piazza Mirri 2 – Imola.

In questi canti il poema dantesco è una vera commedia. Innanzitutto per lo stile e il registro comici (si tratta di una comicità fortissima che risalta nel contrasto con tutto il resto del poema) che si contrappongono al sommo stile di Virgilio, che è l’alta tragedia, la poesia nobile. Dante nobilita la commedia e le conferisce una modalità di impegno: la comicità viene utilizzata come strumento di conoscenza dal basso dell’uomo (e del suo peccato), nella sua totalità. Dante batte Virgilio con la sua capacità pluristilistica e rendendo evidente come la poesia sia veicolo di una conoscenza completa.

“Dante e i nativi digitali” è un percorso di dieci incontri con giovani talenti imolesi in compagnia di Dante, visto con gli occhi dei nativi digitali con una doppia lettura, musicale e letteraria. Accanto a loro ci sarà Enrico Vagnini per un riascolto appassionato delle parole originali del poeta, uno dei più grandi comunicatori di tutti i tempi.

Quello che è stato ritenuto, troppo spesso erroneamente, nient'altro che un fantasioso viaggio nei regni dell'aldilà, è, in realtà, una guida a trovare la vita qui, prima della morte. Inferno, Purgatorio e Paradiso infatti, sono tutti e tre qui, su questa terra e il difficoltoso peregrinare che Dante ci invita a seguire è il cammino necessario a percorrere la strada che giunge al cuore degli uomini e che conduce alla libertà.

Per questo Dante deve essere considerato al di fuori di ogni inquadramento temporale: egli è il poeta che risponde alla domanda di luce degli uomini e che ha loro insegnato, ed insegna, come rintracciare il cammino smarrito nel periglioso viaggio della vita e come ritrovare il pertugio che conduce a riveder le stelle.

Commento al testo: Pietro Casadio

Al trombone: Michele Sanguedolce

Alla tromba: Miloro Vagnini

Lettura: Enrico Vagnini