Imola. “Cittadino esemplare con grandi meriti acquisiti nell'impegno della lotta contro il nazifascismo e quindi per il riscatto della libertà, della democrazia, della dignità e di un nuovo sviluppo economico e sociale”. Con queste parole Anpi, Anppia e Aned ringraziano il sindaco e l'Amministrazione comunale di Imola per aver deciso di assegnare il Grifo d'Oro (massima onorificenza della città) a Vittoriano Zaccherini.

Questo il profilo che le associazioni tracciano di Zaccherini: “Giovane partigiano, viene arrestato e deportato a Mauthausen, dove sconta le più abominevoli atrocità della disumana follia del nazismo. Riesce a sopravvivere per la sua forza psicologica e la sua saggezza e alla Liberazione rientra ad Imola, anche se fisicamente e moralmente distrutto. Ma Zaccherini non si arrende e piano piano si rimette in sesto (anche se certe ferite non si chiudono mai)e conduce una vita esemplare nel lavoro, nella famiglia ed anche nello sport, dove per anni eccelle nel ruolo di centroavanti della squadra calcistica imolese. Ma Vittoriano non vuole neppure che si riproponga il terribile passato che ha vissuto e quindi si dedica ad organizzare i deportati e soprattutto a rappresentare ai giovani studenti in particolare, agli imolesi ed oltre, la tragedia della deportazione nazifascista ed anche la sua tragica avventura. Sono decine gli incontri nelle scuole ai quali Zaccherini ogni anno partecipa. Scuole imolesi e del circondario, ma anche emiliame e romagnole, di San Marino e di altre regioni. Crescono gli anni e con il loro peso diventa sempre più difficile rispondere alle domande crescenti di partecipazione. Vittoriano convince e commuove. E' bravo ed aumentano scuole e territori che chiedono la sua presenza. Ma gli anni passano (oggi 86) e diventa difficile esaudire vecchie e nuove richieste. E Zaccherini si cruccia, ma si sacrifica e va. La memoria che racconta non può cadere nell'oblio e non ci sono altri e soprattutto non ci possono essere successori più giovani che possano raccogliere la missione di quella memoria vera e vissuta E questo purtroppo diventa sempre più un problema irrisolto sul quale riflettere per trovare nuove risposte. Il grazie e il riconoscimento a Zaccherini Vittoriano è quindi strameritato per l'impegno partigiano, per le sofferenze drammatiche nella deportazione, per l'impegno democratico nel far vivere la memoria e per il cittadino esemplare”

“La Cittàdi Imola, medaglia d’oro alla Resistenza italiana, si appresta a colmare un vuoto consegnando domenica 27 gennaio il Grifo d’Oro a Vittoriano Zaccherini – si legge nel comunicato di ‘Rivoluzione civile’ -. Imola gli è debitrice di molte cose: della sua attività partigiana, prima, della sua sofferenza in campo di concentramento, poi, oltre al suo essere da anni infaticabile testimone del momento più triste e drammatico del Novecento, quello dell’Olocausto. Il suo lavoro con l'Associazione deportati (Aned), le sue lezioni, dirette e vere, agli studenti imolesi e alla cittadinanza, il suo costante esempio di rettitudine ed impegno hanno tenuto e tengono alta la nostra attenzione affinché nulla si ripeta di quella follia. In modo generoso, egli ha fattola Storiae la trasmette perché vengano ricordate verità, giustizia e responsabilità. Noi siamo orgogliosi del massimo riconoscimento di Imola a questo Partigiano che ha contribuito al ripristino della democrazia nel nostro Paese, noi che ci definiamo oggi Partigiani della Costituzione. Grazie a chi ha voluto finalmente assegnargli il Grifo, che ci onoreremo di vedergli assegnato tra pochi giorni. Con questo gesto, si rinnova la necessità di essere coerenti verso principi e valori che sono alla base della nostra democrazia e che i passati Governi hanno trasformato in merce di scambio sul lavoro, l’istruzione e il diritto a un futuro”.

“Come Istituto di Storia contemporanea vogliamo sottolineare l'assoluto valore della scelta dell'Amministrazione comunale di consegnare il Grifo Città di Imola a Vittoriano Zaccherini – afferma Roberto Fabio Baroni, presidente del Cidra -. Il Cidra è impegnato da ormai trent'anni nella divulgazione storica e nella didattica del nostro recente passato al fine di comprenderlo e soprattutto farlo comprendere alle giovani generazioni. E' un impegno difficile e incessante quello di fornire ai ragazzi gli strumenti per conoscere e respingere le insidie della storia: i totalitarismi, le guerre, il razzismo sono termini abusati e normalizzati e quindi per spiegarli necessitano di una narrazione e di un linguaggio sempre rinnovati. La testimonianza che Vittoriano porta nelle scuole da oltre quarant'anni non cede invece mai all'anacronismo. Generazioni di ragazzi sono rimasti impietriti dalle sue parole e umanamente segnate: un pilastro nella formazione del senso civico delle nostre comunità, un potente antidoto nella difesa degli ideali democratici e per questo andrebbe solo ringraziato”.