Imola. Un candidato dell'apparato alla Camera che farà campagna elettorale soprattutto “ricostruendo un rapporto più stretto con il territorio, le imprese e il mondo del lavoro” e un altro, al Senato, donna avvocato che puntualizza “di appartenere alla società civile e di voler parlare in particolare al mondo del volontariato e della scuola”. Ecco Daniele Montroni  e Daniela Spadoni, entrambi del Pd di viale Zappi, che hanno un profilo diverso e pure obiettivi diversi: Montroni è sicuro al 99% di diventare deputato, la Spadoni è  certa di non andare a palazzo Madama ma successivamente correrà quasi certamente per un posto in consiglio comunale a Imola e, se prenderà, una buona mole di preferenze, potrebbe entrare in giunta col sindaco Daniele Manca in caso di vittoria del centrosinistra alle elezioni  amministrative dela prossima primavera.

Montroni, lei ha detto che c'è bisogno di ricostruire un rapporto più stretto con il territorio, quindi si è perso qualcosa in questi anni?
“Avverto il bisogno di irrobustire il rapporto con il territorio e intendo rappresentare a Roma le esigenze che vengono dal circondario e non solamente dal mio partito, naturalmente senza alcuna sovrapposizione fra il ruolo del parlamentare e quello del sindaco”.
Come mai mantiene la carica istituzionale di rappresentante del Con.Ami mentre indossa la casacca di partito per le elezioni politiche?
“Non esiste alcuna incompatibilità fra le due cariche, dunque visto che in questo periodo ci sono decisioni importanti da portare a compimento per il Con.Ami (che comunque ha un suo nutrito cda, ndr) e aziende partecipate, resterò. Naturalmente, mi asterrò da presenze a pubbliche manifestazioni nelle quali sia presente il Con.Ami e, appena eletto, mi dimetterò”. La decisione di Montroni è stata approvata anche dal segretario del Pd Fabrizio Castellari e dalla Spadoni.

Infine, la campagna elettorale che Castellari ha definito “sobria, popolare e intensa” con appuntamenti di rilievo il 25 gennaio con la capolista regionale al Senato Josefa Idem, il 15 febbraio con il presidente della Regione Vasco Errani e il 17 febbraio con il capolista alla Camera Dario Franceschini. Costo totale, sui 20mila euro.
(Massimo Mongardi)