Imola. Dal 1° gennaio 2013 la tassa sui rifiuti non si pagherà più ad Hera ma al Comune di residenza. Cambia anche il nome: da Tarsu o Tia a Tares. Ma ciò che è più importante per le tasche di cittadini e delle imprese è che il nuovo balzello si porterà dietro un notevole aumento. Come mai? Semplice. Accanto alla vecchia Tia (Tariffa igiene ambientale), pagata fino al 31 dicembre 2012, si aggiungerà una quota di maggiorazione pari a 30 centesimi a metro quadrato, che i Comuni potranno alzare fino a 40 centesimi.
Perché? Chi l’ha pensata (quello stesso Mario Monti che oggi fa campagna elettorale promettendo un calo delle tasse) ci spiega che servirà per coprire i costi di alcuni servizi comunali, quelli indivisibili (illuminazione pubblica, manutenzione delle strade pubbliche, ecc.), di cui beneficia l’intera collettività ma per i quali non è possibile una quantificazione in base all’effettiva percentuale di utilizzo individuale. Se tutto ciò non fosse una sacrosanta bugia, quantificarli in base ai metri quadrati dell'abitazione sarebbe stato davvero una bella pensata, non c'è che dire, roba degna di economisti di alto livello.

Proviamo a spiegare la bugia. Fino ad oggi questi servizi come hanno funzionato? Chi li ha pagati? Semplice, li abbiamo sempre ampiamente pagati noi con la quota di Irpef di competenza comunale o con l’Imu o Ici che sia. Questo non ce l'hanno spiegato, come non ci dicono che questi 30 centesimi al metro quadro non finiranno certo nelle casse comunali. Ai professori è mancato il coraggio di spiegare ai cittadini che questa sorta di ennesima patrimoniale sulla casa (mentre parlano da anni di patrimoniale sui grandi capitali, sull'abitazione in pochi mesi ne hanno messe due) non è altro che l'ennesimo balzello che finirà nel grande calderone dei conti nazionali, in quanto la stessa quota che arriverà ai Comuni dalla Tares verrà poi tolta dai trasferimenti che lo Stato fa ogni anno agli enti locali. Quindi una partita di giro tra Stato e Comuni per fare arrivare (o meglio, restare) a Roma più risorse e per alleggerire ulteriormente le tasche dei cittadini. Alla faccia della copertura dei costi dei servizi comunali. Che, fra l'altro, aumenteranno in quanto ogni Comune dovrà dotarsi di una struttura per svolgere questo servizio e per fare fronte alle tante proteste che arriveranno dai cittadini.

Si può tranquillamente affermare che con la Tares siamo ben oltre il concetto di finanza creativa a suo tempo imputata al ministro Tremonti, tanto da configurarsi come una bella “truffa” a danno dei cittadini. Lo stesso sindaco del Comune di Imola, il pidiessino Daniele Manca, afferma: “È stata una scelta sbagliata del governo, che si scarica innanzitutto su famiglie e imprese. Ci auguriamo che il nuovo governo possa modificare questa Tares, introducendo un sistema a corrispettivo, che da un lato salvaguardi le imprese, permettendo di scaricare l’Iva e dall’altro, però, premi i cittadini che si impegnano sul fronte della riduzione dei rifiuti e della raccolta differenziata, sulla base di quel principio chi più inquina, più paga presente in tutta la normativa della Comunità europea”. Peccato che ad approvarla abbia contribuito anche il suo partito.

(Valerio Zanotti