Imola. Situazione di tensione e difficile alla Cognetex che fino a poco tempo fa pareva in ripresa. Così Fim, Fiom e Uilm insieme alle Rsu aziendali hanno incontrato il sindaco Daniele Manca, per informarlo su quanto sta accadendo.

Autonomamente i lavoratori e i responsabili imolesi hanno trovato negli anni scorsi soluzioni produttive, che hanno contribuito non solo a sanare in parte la situazione aziendale, ma anche ad aumentare i dipendenti da 55 a 72i di cui molti giovani tra i neo assunti, con una attività per l’indotto locale significativa.

Infatti a gennaio 2012 si è sviluppato il filatoio “compatto” con la possibilità di una sala dimostrativa. A marzo 2012 il direttore di Euroshor (società a cui fa capo la ex Cognetex) dichiara “Imola eccellenza del gruppo, con i conti in ordine, un esempio da seguire“, in cui ad un apprezzabile carico di lavoro sul meccanotessile faceva riscontro un ottimo fatturato relativo al conto terzi (da anni la ex-Cognetex è azienda partner del Gruppo Bonfiglioli Riduttori, per la costruzione di particolari meccanici di qualità e inoltre ha collaborato alla crescita dell'imolese Energifera, di cui attualmente è in partecipazione azionaria). L’azienda fino alla chiusura per ferie era in espansione con consolidamento per i lavoratori a termine.

Con l’arrivo di nuove figure dirigenziali tutto è stato messo in discussione, dismissioni di lavorazioni, pesanti critiche sull’operato dei lavoratori e l’intenzione di trasferire a breve i prodotti imolesi in altri siti. I nuovi dirigenti hanno instaurato un clima di paura in un momento in cui da più parti (anche in sede confindustriale) si parla di partecipazione dei lavoratori alla vita delle imprese.

Considerato inoltre che la cassa integrazione straordinaria attualmente in essere scade il 23 marzo è emerso dall’incontro l’urgenza di azioni congiunte al fine di riportare la situazione a un normale confronto tra le parti, richiedendo un piano industriale, fermo restando che le produzioni imolesi devono rimanere a Imola.

I lavoratori sono molto preoccupati e decisi a mantenere alta l’attenzione, mobilitandosi per contrastare questa politica distruttrice e sono pronti a iniziative di lotta tanto che sono già state fatte due ore di sciopero.
(m.m.)