Bologna. “Fiom. Viaggio alla base dei metalmeccanici”,  il nuovo documentario di Giuliano Bugani e Daniele Marzeddu sarà presentato venerdì 25 gennaio, ore 21.30, al centro sociale VAG61 di via Paolo Fabbri 110. Il documentario è stato presentato in prima nazionale lo scorso 14 novembre 2012, e subito si è dimostrato un documentario “scomodo”, tanto che all’ assemblea dei 500 delegati Fiom a Cervia, lo scorso 11 gennaio, è stato fatto divieto ai due registi di vendere copie del Dvd nei paraggi del locale dove si teneva l’assemblea nazionale. Strano a dirsi, ma il documentario, che ricostruisce la vita della Fiom degli ultimi anni, è già stato proiettato in diverse città italiane.  Il documentario si è avvalso delle musiche del cd degli Assalti Frontali, “Profondo Rosso”.

 

Il 28 giugno 2011 viene siglato l'Accordo sulle rappresentanze sindacali firmato da Cgil, Cisl, Uil e dalla Confindustria. In seguito a ciò per la prima volta nella sua storia la base Fiom sciopera contro il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso. Da questo evento prende le mosse il documentario “Fiom. Viaggio alla base dei metalmeccanici” che, con immagini e voci di lavoratrici e lavoratori Fiom e Rsu di fabbrica, attraversa tutta l'Italia portando alla luce il disagio e la rabbia degli iscritti. Simbolica la figura di Giorgio Cremaschi, storico sindacalista e leader della Fiom, che fa da filo conduttore tra le tematiche delle lavoratrici e dei lavoratori intervistati. Le riprese del film, alternate a filmati storici, cominciano nel settembre 2011, attraversando fasi politiche cruciali quali la caduta del governo Berlusconi e l’insediamento del governo tecnico con le sue riforme, l'innalzamento dell’età pensionabile, la cancellazione dell’Articolo 18 e la Riforma del Welfare, senza che vi sia stata un'ora di sciopero da parte della Cgil. Il documentario ripropone le fasi della lotta isolata della Fiom, dallo sciopero nazionale di Roma del 9 marzo 2012, ad altre assemblee e scioperi articolati di zona proseguiti nella primavera del 2012. Il racconto termina con la sconfitta delle lotte Fiom e la cancellazione dell’Articolo 18, in seguito alla quale anche la stessa dirigenza della Camusso viene duramente messa in discussione. Il documentario è stato interamente autoprodotto anche grazie al supporto della band Assalti Frontali (Profondo Rosso, 2011) e di Gianni Paci e Dario Baldini, che hanno regalato le musiche, e all'aiuto organizzativo delle molte persone che hanno preso a cuore il progetto.

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