Spett. redazione,

Rivoluzione Civile Imola è fortemente preoccupata per la situazione che interessa i lavoratori e le lavoratrici della Cnh di Imola. Dietro alla Cnh c’è Sergio Marchionne, massimo rappresentante della dirigenza della Fiat portatrice di valori legati unicamente al profitto e al risultato che rifiuta di utilizzare lo strumento della concertazione per trovare soluzioni, condivise e previste dalla legge, alla congiuntura economica sfavorevole. E’ dal 2009 che la Cnh ha cominciato ad approfittare del momento congiunturale per attaccare i diritti dei lavoratori e far pagare solo a loro l’uscita dalla crisi, col pretesto della ristrutturazione aziendale. In questo contesto condanniamo  i comportamenti superficiali e unilaterali che la Cnh attua e continua ad attuare nel totale disinteresse per il destino di così tanti lavoratori e lavoratrici. Come se a delocalizzare gli addetti si trattasse di traslocare vecchi ed obsoleti impianti.

 

Siamo solidali con tutti i lavoratori del Gruppo Fiat che scontano un operato della dirigenza tutto volto alla finanziarizzazione dell’economia, riservando solo gli spiccioli all’innovazione e alla ricerca in un mercato – quello dell’automobile  –  a grande concorrenza e quote di mercato mondiale vicine alla saturazione. Ci faremo carico dell’indispensabile lavoro politico di vigilanza, controllo e proposta politica sulla crisi economica e sui metodi per affrontarla ed uscirne, preservando e tutelando i diritti acquisiti. La Cnh e la Fiat invece prendono decisioni unilaterali, disinteressandosi non solo dei lavoratori particolarmente organizzati e disposti alla lotta, ma delle istituzioni locali (Comune di Imola, Regione Emilia Romagna) e dei governi, che da sempre hanno elargito generose prebende ed incentivi per la sua tenuta economica, senza che venissero mantenute le promesse dei piani industriali e dell’aumento di occupazione; Melfi è l’ultimo esempio.

 

La Cnh rappresenta ad Imola e nel nostro Circondario la punta dell’iceberg di tante aziende dove molte persone hanno già perduto il posto di lavoro e molte altre sono a rischio.  A queste si aggiungono, infatti, decine di licenziamenti individuali, aziende di piccole e medie dimensioni che tra poche settimane finiranno la cassa integrazione ordinaria e straordinaria, mentre altri posti di lavoro sono a rischio per riduzione o chiusura di attività, tagli di servizi pubblici o, come nel settore del commercio, per il calo dei consumi dovuto alle politiche recessive del governo Monti.

(Rivoluzione Civile Imola)