Il Socjale ripropone un omaggio Fabrizio De Andrè con l'inossidabile gruppo Bandeandrè venerdì 25 gennaio, ore 22. Uno spettacolo  in cui le canzoni saranno intercalate da considerazioni, notizie e citazioni che vogliono offrire un quadro più preciso di ciò che sta ascoltando. Lasciamo la presentazione delle motivazioni che hanno portato a realizzare questa produzione a colui che ha raccolto e indirizzato Bandeandrè, Gianluigi Tartaull.

 e con la Vergine in prima fila

e Bocca di rosa poco lontano

si porta a spasso per il paese

l’amore sacro e l’amor profano.

“Con questi versi, che terminano la canzone ‘Bocca di rosa’ e che contengono l’inconsueta immagine della prostituta che cammina accanto alla Madonna, Fabrizio ci voleva ricordare la natura terrena (profana) dell’uomo, ma contemporaneamente il suo bisogno di andare oltre (sacro), per spiegarsi quei tanti ‘perché’ che sono nati con lui. Paolo Ghezzi definisce De Andrè ‘esploratore del significato della vita e del Dio nascosto, che non è il Dio canonico ed ecclesiastico, ma presenza misteriosa che soffia un’anima nel mondo e a cui ci si rivolge quando si ama intensamente la vita e si vuole penetrare nel senso delle cose e del tempo che passa. 'Evangelista’ anarchico e apocrifo, Fabrizio De Andrè semina la sua ricerca, i suoi dubbi e ci racconta i suoi ‘santi’ senza aureola. Da ‘Si chiamava Gesù’, alla ‘Buona Novella’, passando da ‘Il pescatore’ fino a ‘Bocca di rosa’, ci coinvolge in una riflessione, credo comune a tutti, che forse non ci porta certezze, ma che almeno ci fa vivere emozioni importanti”.

Sul palco: Gianluigi Tartaull(voce e chitarra); Nazzarena Galassi (voce); Caterina Sangiorgi (flauti e voce); Loretta Pompignoli (percussioni); Stefano Fabbri (percussioni); Raimondo Raimondi (chitarra, mandolino, mandola); Giacomo Sangiorgi (basso elettrico); Luca Vassura (fisarmonica).

Naturalmente cappelletti nell'intervallo e per ulteriori informazioni: www.teatrosocjale.it.