Emilia-Romagna. “Nel caso migliore si nota un'assenza di regia e coordinamento tra istituzioni, Regione, Province e Comuni. Nel caso peggiore emerge una volontà sotterranea di indebolire sempre più la principale area protetta della regione”. Queste le parole con cui Legambiente Emilia-Romagna denuncia l'attuale situazione del Parco del Delta del Po. A preoccupare l'associazione ambientalista sarebbero alcuni segnali di smobilitazione lanciati nell'ultimo anno da parte delle istituzioni regionali e locali. In particolare “la Provincia di Ravenna ha deciso di recente, in modo unilaterale, di non versare la sua quota associativa nel Parco, dopo che lo scorso anno aveva dato segnali di voler scindere la gestione dell'area protette nei territori ferraresi e ravennati. Un precedente pericoloso e irresponsabile che rischia di dare il la ad una fuga di tutti gli enti locali. Ad oggi, dopo mesi dall'approvazione della nuova legge regionale di riordino delle aree protette, ancora non è stato approvato lo statuto del Parco”. Oltre a questo, la Regione ha tagliato 520.000 euro di fondi, di cui 420.000 euro per la gestione operativa delle valli.

L'associazione chiede alle istituzioni locali di “abbandonare visioni particolari legate a calcoli politici di corto respiro, investendo invece in un progetto comune e di valorizzazione complessiva di quel territorio. Infine, l'appello di Legambiente alle formazioni che si presenteranno alle elezioni nazionali è quello di dare garanzie che il Parco sarà una priorità da potenziare e su cui investire per l'intero paese, superando le divisioni regionali”.