Gentile redazione,
continua in modo irreversibile il declino del sito storico e archeologico denominato Pieve di Pastino. I resti di questa antica Pieve che sorgono sulle colline ozzanesi a 5 km dalla via Emilia non trovano tregua, a tal punto che ormai inspiegabilmente una mano ignota ha sottratto ai visitatori del Parco dei Calanchi della Badessa e dei Gessi Bolognesi, il cartello che indicava la storia del luogo e dei calanchi e abraso volutamente il cartello che indicava la proprietà privata. Ma molto più grave è il gesto probabilmente perpetrato da una impresa edile, che ha creato una discarica abusiva dietro il monumento e pienamente all interno del Parco. Un fatto gravissimo fino ad ora non denunciato dagli organi preposti alle autorità di polizia e alla autorità giudiziaria. Totalmente assente anche il Comune di Ozzano dell’Emilia titolare di questo territorio. Dopo l’omesso controllo del sito da parte dell’Università e della Soprintendenza, siamo dunque al punto che il più importante monumento della provincia di Bologna ( risalente al 1027) viene usato come una pattumiera e un Parco regionale, ove sono stati spesi i soldi dei cittadini, sfigurato in uno dei punti più belli, quale è il Poggio della Pieve di Pastino. Con urgenza bisogna allertare il Noe (Nucleo operativo ecologico dei carabinieri) e con decisione chiedere al rettore Dionigi, al sindaco Masotti, al presidente Errani che sia messa fine a questa vergogna!
(Francesco Grandi)