Imola. “L'anno appena concluso è andato bene, meglio di quanto avevamo previsto, il prossimo ci auguriamo sia un anno 'gemello'. Ad oggi non abbiamo segnali che lascino presagire nulla di differente”. Queste le parole con cui il presidente Sergio Santi ha presentato le attività svolte, e quelle previste nell'immediato futuro, dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Imola.

Il budget destinato alle erogazioni per il 2013 resta al livello dell'anno precedente: 3.5 milioni di euro. Un milione in meno di quanto registrato nel 2011 ma allo stesso tempo un valore superiore del 25% rispetto a quanto erogato annualmente nel periodo compreso tra il 2008 e il 2010. Numeri ancora lontani dai dati pre crisi, ma che fanno ben sperare.

“Le Fondazioni italiane, quelle che io ritengo sane – spiega Santi – ormai si sono attestate su un livello di erogazione pari circa al 2.2% del loro patrimonio. Andare su valori più alti può essere rischioso, se rimaniamo su questo livello possiamo essere certi di avere denaro sufficiente per fare quello che abbiamo fatto fin ora e possiamo mettere da parte qualcosa per fare un intervento rilevante in due o tre anni”. Con i 160 milioni circa di patrimonio della Fondazione, il budget destinato agli interventi rientra perfettamente nei calcoli.

 

Tra gli interventi rilevanti portati a termine dalla Fondazione nel corso del 2012 vanno ricordati la realizzazione della sala studio polivalente presso Palazzo Del Pero, dove ha sede il plesso imolese dell'Università di Bologna, costata in tutto 250 mila euro; le donazioni all'Ausl di Imola, quasi 180 mila euro, di cui la metà destinati all'acquisto di attrezzature per il nuovo Polo Endoscopico; la ristrutturazione dell'oratorio della parrocchia di Nostra Signora di Fatima, 150 mila euro in tre anni; e le diverse iniziative in aiuto alla popolazione colpita dal terremoto in Emilia del maggio scorso: in collaborazione con Imola Legno è stato realizzato un asilo nel comune di San Possidonio (Mo), sono state donate tende da campo nei giorni dell'emergenza e sono stati donati 15 mila euro alla Curia vescovile di Carpi. Sono stati inoltre donati, per il secondo anno in fila, dizionari e atlanti ai bambini delle prime medie e sono stati erogati 80 mila euro alla Caritas imolese per il sostegno alle famiglie in difficoltà.

 

Per il 2013 saranno due gli interventi strutturali rilevanti che muoveranno grosse cifre. Arrivato fin qui però Santi si ferma e non dice altro: “I lavori si vedranno, quello che posso dire è che con questi chiuderemo un primo giro di interventi nei 12 anni della Fondazione e saremo andati a coprire tutti e nove i settori d'interesse”. Insistendo un po' si è arrivati a sapere che uno di questi, che comporterà un investimento di 300 mila euro, sarà “un impianto o un'integrazione di impianto per giovani e anziani che svolgono attività sportiva” mentre l'altro costituirà “un aiuto forte per le categorie più deboli”. I restanti progetti saranno finanziati con cifre minori per dare la possibilità di raggiungere più realtà. Continuerà in linea con quest'anno, anche se ridimensionato nei numeri, l'impegno della Fondazione in ambito culturale: sono previste due nuove mostre, un concerto per la fine dell'anno, una serie di convegni e seminari. Continueranno le erogazioni all'Ausl e all'Istituto scientifico romagnolo per lo studio e la cura dei tumori (Irst) di Meldola (Fc), il progetto dei dizionari donati ai ragazzi delle prime medie e l'impegno a consolidare Imola come sede dell'Università di Bologna. Sarà iniziata la costruzione della “Casa del dopo di noi”, una struttura protetta destinata a disabili privi di famigliari che possano prendersi cura di loro, di cui la Fondazione coprirà con 800 mila euro un terzo dei costi; saranno dati 100 mila euro al Comune e 80 mila euro alla Caritas per le famiglie in difficoltà. La Fondazione finanzierà inoltre con 25 mila euro il rifacimento del piazzale attorno al Duomo.

 

Fanalino di coda l'ambiente con solo 65 mila euro di erogazioni programmate, nel 2012 la cifra era di 25 mila euro. “Il problema è che a mancare sono le proposte, una richiesta importante troverebbe sicuramente ascolto – garantisce Santi –. Si andrebbe se necessario a modificare il budget a scapito di qualcos'altro”. Altro settore in cui le idee latitano è quello delle politiche giovanili. Arrivano poche proposte mentre invece sembra montare un disagio diffuso tra i ragazzi di 11-17 anni, in particolare in un comune del circondario, Santi anche qui preferisce non rivelare quale, tale da aver spinto il sindaco a bussare alla Fondazione in cerca d'aiuto.

Riguardo al caso Monte dei Paschi invece non si sono dovute aspettare le domande dei giornalisti per sapere il parere del presidente della Fondazione: “Uno dei problemi che andrà affrontato e risolto alla radice è il problema della partecipazioni delle fondazioni alle attività delle banche, possono succedere cose buone ma anche negative, come nel caso di Mps. Dal canto nostro è dal 2000 che non abbiamo rapporti con la banca”.

(Leonardo Bettocchi)