Imola. Mezzogiorno di fuoco, di sole. “Non c'è più il vostro vecchio Pci, ormai Pd e Pdl sono la stessa cosa, si occupano di banche tutti e due solo che a loro prestano i soldi e ai cittadini onesti no. Altro che redditometro, facciamo invece un politometro sul reddito di un deputato quando entra e quando esce dal Parlamento e ne vedremo delle belle”. L'applauso di una piazza Gramsci piena con un uovo, almeno quattromila persone, accoglie Beppe Grillo che cerca di parlare al cuore di militanti ed ex militanti del Pci . Una delle tante sorprese del comizio del leader del Movimento 5 stelle sono i tanti anziani che si accalcano per ascoltarlo, per di più molti sono d'accordo con lui. Una signora con i capelli bianchi arriva due ore prima, chiede di sedersi su una panca e rimane fino al termine, due ore dopo.

“Abbiamo fatto le parlamentarie da casa, senza far pagare nemmeno un euro – suona la carica Grillo – e hanno votato anche persone non più giovani perché i figli e i nipoti li hanno aiutati. Ora mi stanno accusando di tutto, di essere fascista, antifascista, razzista, maschilista, ma noi abbiamo messo le donne, non quelle di plastica ma quelle che si fanno un c… così per mandare avanti la famiglia, in cima alle nostre liste e ne verranno elette il 55%. La verità è che i partiti cominciano ad avere paura, si vede da come ci stanno imitando. Il Pdl ha detto che non vuole più condannati nelle liste, ma come le riempie? Ho parlato di reddito di cittadinanza che esiste in tutta Europa affinché i giovani non debbano accettare qualsiasi schifezza nascosta sotto la parola lavoro e Bersani chiede: “Dove sono i soldi?” Ma andiamo a prendere quelli del Monte dei Paschi, della Parmalat e di tanti altri scandali che hanno messo in ginocchio migliaia di famiglie”.

“Dobbiamo cambiare l'Italia, vi chiedo solamente di ascoltare le nostre proposte, se non vi piacciono non votateci – sottolinea il leader del M5S prima di dare la parola ad alcuni candidati al Parlamento -. In Francia agli alunni danno un tablet in affitto a un euro al giorno e possono leggere e trovare tutto quello che vogliono, da noi i ragazzi hanno la scogliosi per gli zaini pieni di libri. Le imprese devono stare dentro le università con gli studenti per prepararli al lavoro, non ci devono essere dei dirigenti come Marchionne che non sanno neanche se il motore di un'auto è davanti o dietro. L'amministrazione della giustizia deve cambiare, oggi se hai un bravo avvocato vinci la causa, se non sei abbastanza ricco da permettertelo vai in galera”.

Tocca alla candidata imolese alla Camera Mara Mucci, laureata in informatica: “Se entreremo a Montecitorio, metteremo tutti i documenti in rete per tenere i cittadini infformati. A Imola, a maggio, si vota anche per le elezioni amministrative, abbiamo già il nostro candidato sindaco Claudio Frati”. Proprio Frati, prima dell'arrivo di Grillo, aveva detto che “noi del M5S a Imola siamo entrati in politica come per un corso di autodifesa dalle tante bugie che ci hanno detto. Dicono che siamo l'antipolitica, ma gli italiani hanno votato a favore di referendum contro il finanziamento pubblico e i “politici” lo hanno rimesso cambiando il nome in rimborsi elettorali. Poi, altro referendum vinto sull'acqua pubblica e hanno trasformato la remunerazione del capitale in oneri finanziari. Stavolta dobbiamo metterci in gioco o non avremo più il diritto di lamentarci”.

Grillo, al termine, scende dal palco per stringere tante mani e rispondere alle domande della gente. Una signora gentile ma rigorosa gli fa la domanda su Casa Pound. Grillo risponde con calma: “Siamo un movimento ecumenico, non distinguiamo fra destra e sinistra, ma se un gruppo come Casa Pound usa mezzi e metodi non condivisibili non può entrare. Per noi fa fede la Costituzione, antifascista per definizione, che dovrebbe essere imparata a memoria nelle scuole”.

Infine, esausto, Grillo se ne esce con un ottimo dialetto imolese: “Av salud, Iomla, adesso vado a mangiarmi una piada”.
(Massimo Mongardi)