Imola. Dal 1° febbraio 2013, l’ambulatorio di continuità assistenziale diurna feriale del Quartiere Pedagna, aperto agli assistiti dei medici di famiglia del Nucleo Imola Nord-Sud, ha lasciato la sede di via Zaccherini 15/h per trasferirsi in via Arcangelo Corelli 36 (traversa via Rossini). Si precisa che la medicina di gruppo composta dai medici di famiglia Shirley Erlich, Daria Orselli, Andrea Grilli e Gianfranco Mirri mantiene la propria sede in via Zaccherini 15/h.   

Si ricorda che ad Imola sono presenti due sedi di continuità assistenziale diurna feriale, in via Caterina Sforza 3 (di fronte al centro prelievi dell’ospedale vecchio) e nel quartiere Pedagna. Presso queste due sedi gli assistiti dei medici di medicina generale del Nucleo cure primarie Imola Nord-Sud garantiscono a turno la continuità assistenziale dal lunedì al venerdì, dalle ore 12 alle ore 17, affiancati dal personale infermieristico dell’Ausl di Imola. Questi ambulatori hanno lo scopo di accogliere i cittadini per necessità clinico assistenziali che possono essere soddisfatte con le risorse a disposizione della medicina generale.
La sede della continuità assistenziale notturna, prefestiva e festiva (guardia medica) di Imola, ad accesso diretto nei prefestivi dalle 10 alle 20 e nei festivi dalle 8 alle 20 resta in Via Caterina Sforza n.3, dove si trova anche l’ambulatorio di continuità feriale diurna “gemello” di quello di Via Corelli.

Per sintomi come febbre, coliche, mal di orecchie, distorsioni, piccoli traumi, ecc… o nei tanti casi in cui la “preoccupazione” per un sintomo diventa per la persona un’urgenza, e qualora lo studio del proprio medico o del suo gruppo di appartenenza non sia aperto, è bene recarsi ad un ambulatorio di continuità assistenziale anziché al Pronto soccorso.
I medici di famiglia, anche grazie al fondamentale supporto infermieristico, possono infatti rispondere ai bisogni di assistenza primaria dei cittadini effettuando prestazioni terapeutiche (flebo, medicazioni, infiltrazioni, bendaggi contenitivi per distorsioni, irrigazioni dell’orecchio per eliminazione dei tappi di cerume, incisioni di ascessi, ecc…), in maniera del tutto gratuita per il cittadino che recandosi impropriamente al Pronto soccorso si sottoporrebbe invece a prevedibili attese e al pagamento dei ticket per tutte queste prestazioni, che non rientrano nell’elenco di quelle esenti.
Si fornisce così all’assistito un percorso in “sicurezza”, anche e soprattutto perché egli ha il vantaggio di avere di fronte un professionista che può accedere alla sua cartella personale e che pertanto può verificare il quadro clinico generale, i dati sulla storia familiare, sulle malattie pregresse e croniche, ecc.  Informazioni essenziali per una diagnosi corretta e non in possesso del Pronto soccorso.