Caro direttore,
credo che il Governo dei tecnici sia stato il maggior fallimento nella storia della nostra Repubblica e che abbia creato anche i presupposti per una difficile ripresa dell’Italia. Mi rendo conto che questa è un’affermazione pesante ma è ragionevole alla luce di alcune considerazioni.
Qualcosa bisognava pur fare per trovare i soldi… ma c’è stato un vero accanimento verso le classi più povere sfiorando appena gli ingiusti privilegi. Non si è fatto quasi nulla per 64 miliardi annui di corruzione politica, per le pensioni d’oro, il costo della politica ma si è raschiato il fondo del barile perfino sulle pensioni di guerra! Ma quante saranno le pensioni di guerra dopo quasi 70 anni di pace?
I “tecnici” hanno dimostrato di conoscere, forse, la matematica ma non la realtà del Paese: la nuova squadra di Governo scelta da Monti, di cittadini, conosce solo il maggiordomo e l’autista! Luigi Einaudi diceva: “Conoscere per deliberare!”.
Ora abbiamo quasi metà delle famiglie che ha problemi per arrivare a fine mese e si risparmia perfino sulle cure mediche e sul mangiare… non si vendono più utilitarie ma aumentano le Maserati! I tecnici hanno considerato solo i numeri nell’immediato senza preoccuparsi del futuro: dicono che ora arriverà la ripresa…
I giovani abbandonano le Università, sempre gestite da Baroni inossidabili, perché laurearsi è un costo che non possono permettersi e perché la laurea è spesso un peso nella ricerca di un lavoro! Molti laureati non la citano sui loro curricula!
La ricerca è quasi azzerata e con essa la possibilità di nuovi brevetti e scoperte scientifiche: ci teniamo i vecchi da 50mila euro al mese e mandiamo via i ricercatori. Le giovani coppie non fanno figli perché non saprebbero come gestirli e come provvedere ai loro costi… e, in molti casi, anche perché la madre perderebbe subito il posto di lavoro.
Le industrie non riescono a investire per rinnovarsi e molti artigiani chiudono perché, basandosi sul “reddito presunto”, vengono multati a sangue come evasori: le ore lavorative sono un certo numero e bisogna lavorarle tutte anche se il lavoro non c’è… e bisogna avere i soldi anche se la gente non paga!
Monti ha detto che, coi suicidi, non arriveremo mai al livello della Grecia… si è scordato che c’è internet! Se verrà il momento della ripresa, l’accoglieremo con tutta la burocrazia pronta a ostacolarlo, con una Italia più vecchia, una popolazione meno scolarizzata in un mondo sempre più tecnologico, con meno giovani a sobbarcarsi il peso degli anziani, le fabbriche da rinnovare, il dissesto idrogeologico, nessuna politica sull’energia e nessun brevetto da sfruttare a nostro vantaggio…
Mia figlia, per fortuna, si è laureata a Bologna: se fosse andata alla Bocconi, mi sentirei in colpa!
(Gian Franco Bonanni)