Bologna. La bellezza come tema portante di scelte concrete, la qualità come chiave di ogni trasformazione del territorio. Non un concetto astratto e legato alla conservazione del passato, ma un idea di futuro che mette assieme ambiente, innovazione, cultura e valorizzazione della creatività. E’ questo il filo conduttore del disegno di legge redatto da Legambiente: una proposta per fare della prossima legislatura un’occasione di cambiamento.
Il testo, già sottoscritto da numerose personalità del mondo della cultura e dello spettacolo, delle imprese e della scienza, è stato sottoposto ai sindaci e alle forze politiche dell’Emilia Romagna impegnate alle elezioni, affinché lo facciano proprio.

La bellezza è la principale caratteristica che il mondo riconosce all’Italia  ma anche e soprattutto un fattore decisivo su cui costruire il nostro sviluppo, scrive Legambiente nella premessa al disegno di legge. Puntare sulla bellezza è un obiettivo imprescindibile e una chiave fondamentale per capire come il nostro Paese possa ritrovare le idee e la forza per guardare con ottimismo al futuro. Questo paese non produce più nuova bellezza, se non per qualche oggetto isolato. Le periferie, il consumo di suolo, l’abusivismo, l’emarginazione dei giovani, l’individualismo esasperato, i tagli alla cultura e alla scuola sono tutti fenomeni che rubano bellezza al nostro paese. Proprio la bellezza, invece può essere la chiave per rivedere politiche che interessano fortemente il territorio e concorrono in maniera rilevante a definirne caratteri e qualità. Nell’idea di bellezza dell’associazione l’attività antropica, il ruolo delle comunità e degli individui, è centrale.

Il disegno di legge è composto da 10 articoli, che riorganizzano in un sistema unico i provvedimenti legislativi inerenti alla qualità del territorio e definiscono chiaramente il percorso da intraprendere per rimettere al centro la bellezza nelle sue tante declinazioni operative. La bellezza patrimonio del Paese; tutela e riqualificazione del patrimonio paesaggistico italiano; tutela del suolo e contenimento del consumo; bellezza delle opere pubbliche e concorsi di progettazione; rigenerazione urbana; contributo per la tutela del suolo e la rigenerazione urbana; repressione dell’abusivismo edilizio e recupero ambientale delle aree; dibattito pubblico per l’approvazione delle infrastrutture di interesse nazionale; bando di idee per la bellezza; bellezza dei gesti e senso civico.

“Con l’adesione alle nostre proposte – dichiara Lorenzo Frattini, presidente di Legambiente Emilia Romagna – chiediamo alla classe politica, ai futuri parlamentari, agli esponenti di spicco della nostra regione,  di sposare una direzione di marcia ben chiara per il nostro Paese. Abbandonare grandi infrastrutture inutili, fermare il consumo di suolo, ripristinare i fondi pubblici alla cultura, puntare sulla riqualificazione urbana ed il risparmio energetico, valorizzare le aree protette. Anche in questa regione il patrimonio da cui partire è enorme: la tradizione universitaria, l'enorme centro storico di Bologna e il patrimonio artistico dei centri minori, l'eccellenza agroalimentare, il capitale naturalistico del Delta. Ai partiti e ai candidati chiediamo un impegno vero per far entrare questi temi nella campagna elettorale e nei programmi, per poi trasformarli in una legge nella prossima legislatura”.

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