Emilia-Romagna. Quella alla mafia è una guerra che si può vincere. Per farlo “occorre prevenire tramite l’educazione alla legalità, agire nella piena collaborazione fra tutti i soggetti chiamati ad ogni titolo a contrastare il crimine organizzato, reprimere con fermezza e certezza della pena”. Lo ha ribadito l'Assemblea regionale dell'Emilia-Romagna in una risoluzione sottoscritta da membri di tutti gli schieramenti politici. Nel documento, i consiglieri regionali hanno espresso inoltre “solidarietà” e “stima” a Giovanni Tizian, il giornalista finito nel mirino della 'ndrangheta a causa delle sue inchieste sulle infiltrazioni mafiose in Emilia-Romagna. Al Governo nazionale l'invito a proseguire “con ogni risorsa disponibile nell’opera di indagine e repressione del crimine mafioso”, rendendo inoltre “disponibili in tempi ragionevoli alla comunità i beni sequestrati”.

Si evidenzia inoltre come l’ultimo rapporto sulla presenza mafiosa in Emilia-Romagna “disegni un quadro preoccupante, che vede la nostra regione interessata da una presenza crescente di esponenti della 'ndrangheta e dei casalesi, radicati principalmente nei settori dell’edilizia e del gioco d’azzardo” e che oggi “trova terreno fertile nella crisi” e nelle “difficoltà di accesso al credito” che scontano le aziende. Ma la risposta arrivata “dalle istituzioni e dall’intera società civile è stata forte, a partire “dalle leggi approvate contro l’infiltrazione mafiosa nel settore dell’edilizia e per la promozione della cultura della legalità”, fino ad arrivare alla “istituzione della Dia sul territorio regionale, passando per le tante denunce di sindaci, associazioni e privati cittadini che non si lasciano intimorire”.