Imola. Le Dat (Dichiarazioni anticipate di volontà) hanno raggiunto quota 100. Ricordiamo che il cosiddetto testamento biologico è stato istituito a maggio 2011. L'ultima rilevazione risale al 31 agosto 2012 ed erano 79. Cinque mesi dopo sono diventate 100 . Prosegue, a piccoli ma significativi passi, l'utilizzo del registro da parte delle cittadine e dei cittadini imolesi sensibili al tema, raggiungendo un importante traguardo, quello delle tre cifre.

 

“Il ‘fine vita’ è un tema di grande sensibilità, che tocca la sfera privatissima delle proprie convinzioni, certo, ma anche le paure profonde legate alla malattia e alla morte, paure che in molti, anche comprensibilmente, non affrontano se non costretti dalle circostanze – commenta l'assessora Donatella Mungo, con delega ai Servizi alla cittadinanza -. Per questo il numero è senz'altro significativo. La netta prevalenza delle donne (due terzi) testimonia di un più sereno rapporto con l'idea della malattia e della morte ed è anche indice, probabilmente per la conoscenza più diretta che le donne hanno del lavoro di cura, di una maggiore consapevolezza sulle sofferenza di un prolungamento artificioso di vite cui malattie senza speranza tolgono coscienza e dignità”.

 

Il Comune non prende posizione su questa materia. La Giunta, dopo una significativa raccolta di firme, diversi dibattiti cittadini e una mozione consiliare, ha istituito il registro per dare ai residenti imolesi uno strumento, per dare una, sia pur parziale, valenza giuridica ad una propria scelta individuale e libera. In questo senso, ci sembra di poter affermare che la lenta ma costante crescita di iscrizioni sia la testimonianza che questo strumento è percepito come utile, al di là che poi venga effettivamente usato o meno. I dati da noi reperiti rispetto ai registri comunali istituiti in oltre 100 comuni italiani, ci dicono che, nel rapporto residenti/iscrizioni Imola si colloca nella fascia alta, ossia risulta essere fra quelli più utilizzati.

 

“Questa attività dal basso dei territori riteniamo sia uno stimolo al prossimo Parlamento a legiferare in materia, secondo i principi di laicità, di libertà e di rispetto delle persone, siano esse atee o credenti, che devono contraddistinguere la legislazione di un Paese costituzionalmente non confessionale non il nostro” conclude l’assessora Mungo.

Informazioni e appuntamenti: Urp – informacittadino – via Appia 5 – tel. 0542.602308 – urp@comune.imola.bo.it, dal lunedì al venerdì 8.30-13, sabato 8.30-12.30 e martedì anche 15-18.