Lugo (Ra). La campagna elettorale, quando organizza iniziative importanti, segnala davvero la febbre di un paese.

E il segretario del Pd della Bassa Romagna, Davide Ranalli, ci ha offerto una occasione importante: ha fatto incontrare una folta delegazione di artigiani con la responsabile nazionale del settore piccole e medie imprese del suo partito, Paola De Micheli.

Partiamo, dunque, da quel che è emerso dagli interventi, tutti “sinceri” e senza alcuna piaggeria verso gli interlocutori.

Prima di tutto è uscito il problema del costo del lavoro e dei difficili rapporti che si possono creare con alcuni dipendenti. In queste aziende il lavoratore è l’asso nella manica, quello che dà il valore aggiunto all’azienda, quindi non c’era traccia di rivalsa, solo l’osservazione che, in qualche caso, i birichini non mancano.

Un altro punto dolente è risultato quello dei rapporti con i committenti: I pagamenti sono lenti, qualche volta non ci sono e il ruolo della pubblica amministrazione è in questo caso negativo. I soldi non arrivano, lo hanno ricordato gli interventi, e pur senza parlare di responsabilità (anche gli artigiani conoscono la situazione dei comuni) prendono atto che in questo modo le amministrazioni rischiano di essere quelle che danno il colpo di grazie ad aziende già indebolite.

Infine la difficilissima relazione con gli istituti di credito.

In un caso il racconto è stato emblematico. Un artigiano vuole “passare”, ai suoi migliori dipendenti,la sua azienda che va bene, che ha un buon portafoglio ordini e che non ha mai avuto problemi con la banca.

Si è sentito rispondere che con questo cambio la società ripartiva da zero e che i due nuovi soggetti dovevano portare le garanzie del caso; il funzionario di banca ha però precisato che non erano interessati agli appartamenti, perché “non sa cosa farsene, ne ha fin troppi.”

Quel che più colpiva in questi pacati interventi era una specie di rassegnazione. Una crisi troppo lunga ha travolto anche l’anima degli artigiani e sta rendendo sempre più difficile la già complessa partita del passaggio generazionale.

Hanno bisogno di un paese diverso, hanno bisogno di stimoli che diano speranza.

E’ per questo che a Paolo De Micheli, al termine dell’incontro, abbiamo posto due domande.


Nel corso del confronto con gli artigiani sono emersi vari problemi: cominciamo dal credito.

“Dobbiamo sbloccare il sistema sul fronte bancario con un quadro di regole stringenti nel rapporto tra raccolta del risparmio ed investimento in economia reale (e introdurre penalizzazioni e divieti come già proposto da 2009 sui derivati). La politica dei tassiva portata avanti in accordo con quadro europeo e va assolutamento introdotto il “ fattore Piccole e Medie Imprese” nel quadro di Basilea 3. Bisogna dare più forza (con nuovi finanziamenti) agli strumenti di garanzia (penso, ad esempio, al Confidi e al Fondo di garanzia, ridotti da Tremonti) e sviluppare gli incentivi alla patrimonializzazione dell’impresa.”
Fra i tanti aspetti che aggravano la crisi, c'è quello relativo ai lentissimi pagamenti della pubblica amministrazione: cosa può fare il prossimo governo rispetto a questo problema?

“Questo problema ha ormai assunto la dimensione di una vera e propria piaga sociale. E’ stato perciò molto opportuno e tempestivo l’intervento di Bersani che  ha confermato una iniziativa per il pagamento degli arretrati attraverso l’emissione di titoli di Stato a breve termine, che hanno tassi più bassi e sono più idonei, come copertura, per la tipologia e la composizione del debito della Pubblica amministrazione. L'effetto sull’economia, anche sul piano della liquidità, sarebbe molto positivo. Se Tremonti ci avesse ascoltano nel 2009, non saremmo arrivati a questo punto.”