Imola. “Abbiamo trasformato l'economia reale in economia solidale”. Così Davide Gavanellli, amministratore delegato di Pro-Fin, racconta in una battuta il progetto no profit “Probono Emilia”. L'economia reale è rappresentata da tre aziende imolesi, Pro-Fin, EVM e Protesa (Gruppo Sacmi), che, assieme alla Upsolar System Italia, hanno realizzato nel lughese due impianti fotovoltaici a terra. Il passaggio all'economia sociale si ha dal momento che gli utili derivanti dal IV conto energia per gli impianti in questione saranno donati ai quattro Comuni dell'Unione delle Terre d'Argine (Campogalliano, Carpi, Novi di Modena e Soliera) colpiti dal terremoto del maggio 2012. Stando alle stime fatte da Protesa si è calcolato che nei prossimi 19 anni l'ammontare dei finanziamenti arriverà a qualcosa come 520 mila euro, che potranno essere investiti in opere per la collettività.

 

“Ciò che caratterizza questo progetto è la relazione socio-economica che si è instaurata tra i nostri territori – afferma Giuseppe Schena, sindaco di Soliera (Mo) –. E' abbastanza scontato che ci sia relazione tra gli enti locali, un po' meno quella tra associazioni culturali o di categoria. E' invece una cosa eccezionale e di grande valore che ci siano aziende, professionisti, banche di questo territorio che si sono messe insieme per garantire solidarietà all'Emilia”.

 

Gli impianti, con una potenza teorica massima di 189 kWp (kilowatt picco) ciascuno, sono stati realizzati su due terreni di proprietà del Comune di Lugo, terreni ad uso non agricolo, 9 mila mq di superficie totale, collocati nell'area bonificata dell'ex inceneritore di via Sant'Andrea. Per quanto riguarda i vantaggi ambientali, si stima che la produzione annuale di energia elettrica possa soddisfare il fabbisogno di circa 130 famiglie per i prossimi 25 anni, contribuendo a ridurre l'inquinamento con un risparmio, nello stesso arco di tempo, di 4 mila tonnellate di CO2 non immesse nell'atmosfera, pari a 1700 tonnellate di petrolio non bruciato. Il costo complessivo di 830 mila euro è stato coperto grazie all'impegno del mondo del credito cooperativo regionale, con la Bcc Romagna Occidentale alla testa di un pool di banche finanziatrici.

(Leonardo Bettocchi)