Faenza. Sono ricominciati gli appuntamenti del Postrivoro – itinerari per gastropellegrini, il ciclo di happening enogastronomici, ideati dall'associazione Raw Magna, che porta a Faenza giovani cuochi da tutto il mondo, secondi chef di grandi ristoranti oppure giovani che ne hanno appena aperto uno, per proporre le loro idee e le loro invenzioni nella più assoluta libertà creativa. Stessa libertà godono anche i sommelier chiamati di volta in volta a proporre gli abbinamenti ai piatti, “ovviamente vino, ma abbiamo visto portare anche birre o infusi – spiega Enrico Vignoli, collaboratore di Massimo Bottura all'Osteria Francescana e presidente dell'associazione Raw Magna –. La libertà dei nostri ospiti sta anche nel non doversi sentire sempre obbligati ad assecondare i gusti dei nostri clienti. Ci piace dare una percentuale di inaspettato, che è quella che rende l'esperienza memorabile”.

 

Nella mente degli ideatori il Postrivoro è un animale da bestiario, qualcosa tra Borges e le miniature medievali, un corpo simile a una casetta su due zampe di pollo, “uno strano animale fantastico che si nutre di esperienze, relazioni e incontri, che trae energia dalla passione che abbiamo per il nostro lavoro e dalla curiosità dei nostri clienti”. La tavola è unica e conta venti coperti, chi viene per mangiare è libero di gironzolare per la cucina, conoscere gli ospiti e i ragazzi di Raw Magna e seguirli nel loro lavoro: la convivialità è totale. Ogni incontro ha un tema, che si declina nei cibi, nella scelta delle bevande e anche nelle decorazioni della sala, curate ogni volta da un designer differente. Tutti gli appuntamenti sono ospitati nelle sale del medievale Chiostro della chiesa della Commenda, presso i locali del Rione Bianco (piazza Fra' Saba, 5) a Feanza.

 

Nel primo appuntamento della stagione 2013, a inizio febbraio, Giuseppe Di Martino, sous chef della Torre del Saracino di Gennaro Esposito, è stato affiancato da Francesco Falcone, giornalista e sommelier tra le firme della Guida ai vini d’Italia dell’Espresso, protagonisti di una due giorni in cui i sapori e del Sud e quelli del Nord si sono inseguiti e mescolati. “Non abbiamo date precise – confessa Vignoli –, quando troviamo tempo tra i nostri impegni di lavoro, quando troviamo gli ospiti, e sappiamo di avere lo spazio allora organizziamo un nuovo Postrivoro”. Prossime date certe il 2 (a cena) e 3 (a pranzo) marzo, con una novità: gli ospiti in cucina saranno due, Laurence Cabut, sous chef allo Chateaubriand di Parigi, e Jerome Bigot, chef del Le Grès di Lindry in Borgogna. Ad occuparsi dei vini il modenese Filippo Marchi.

 

Dell'associazione culturale Raw Magna, che oltre al Postrivoro si occupa anche di realizzare progetti didattici riferiti al mondo dell'enogastronomia, fanno parte il presidente Enrico Vignoli, Yoji Tokuyoshi sous chef dell'Osteria Francescana (tre stelle Michelin), Enrico Caldesi de La Fenice catering, sponsor tecnico degli eventi, Simone Ravaioli, fiduciario della condotta Slow Food di Faenza, e poi Michela Iorio per la comunicazione, Ilaria Lazzaroni come art director, Andrea Basti che si occupa del sito e dei video delle serate, Gianluca Castellari e Marco Bonfanti che si danno da fare in cucina. Attorno a loro una galassia di amici e conoscenti che quando possono sono lì tra la cucina e la sala a dare una mano o a fare delle chiacchiere. Come Nik Orosi, un vero innamorato dell'espresso, vincitore negli anni di diverse edizioni del premio di miglior barista croato e autore del libro “No logo just taste”, che ad ogni Postrivoro lascia l'Elis caffé di Zagabria dove lavora e corre a portare i suoi chicchi, della cui tostatura si occupa di persona, e la sua macchina espresso made in Scandicci.

Per prenotazioni e maggiori informazioni consultare il sito.

(Leonardo Bettocchi)