Imola. “Fatti non foste a viver come bruti” è il tema di questo quinto incontro dell’iniziativa “Dante e i nativi digitali”, curata dall’Ufficio diocesano per le iniziative culturali e le comunicazioni sociali. L’appuntamento è per martedì 19 febbraio, ore 21, nella sala Bcc “Città e cultura” (via Emilia 210), e avrà al centro il 26° canto dell’Inferno dantesco raccontato con pensieri, musiche e letture.

L’incontro con Ulisse è uno degli incontri più sentiti da Dante stesso. Nella similitudine delle lucciole Dante (unica volta in tutto l’Inferno) fa una riflessione personale: “Allor mi dolsi, e ora mi ridoglio…”. Prova dolore nel ricordare l’incontro con Ulisse, che gli evidenzia costantemente quanto sia importante che l’intelletto sia sempre guidato dalla virtù. Il tema della conoscenza è fortissimo, dell’intelletto che avanza e avanza. Dante si specchia in Ulisse e percepisce per sé quella stessa passione per la conoscenza, quell’amore intellettuale che rende eroico Ulisse. Ma dove va l'intelligenza? E aiutata da chi? È giusto superare il limite? È giusto andare oltre?

Il problema è sempre lo stesso: il limite si può e si deve oltrepassare, ma bisogna avere l’umiltà di chiedere aiuto. Perché per riuscire davvero a varcarlo, il limite, per riuscire a varcare anche il limite estremo, che è la morte non bastano le risorse umane. Non basta l’amore carnale di Francesca e non basta l’amore della conoscenza di Ulisse. Dante deve oltrepassare anche Ulisse, come ha fatto con Francesca, gli serve qualcos’altro. E si può concludere, come già per il canto di Francesca: quale amore vince la morte?

 

“Dante e i nativi digitali” è un percorso di dieci incontri con giovani talenti imolesi in compagnia di Dante, visto con gli occhi dei nativi digitali con una doppia lettura, musicale e letteraria. Accanto a loro ci sarà Enrico Vagnini per un riascolto appassionato delle parole originali del poeta, uno dei più grandi comunicatori di tutti i tempi.

Quello che è stato ritenuto, troppo spesso erroneamente, nient'altro che un fantasioso viaggio nei regni dell'aldilà, è, in realtà, una guida a trovare la vita qui, prima della morte. Inferno, Purgatorio e Paradiso infatti, sono tutti e tre qui, su questa terra e il difficoltoso peregrinare che Dante ci invita a seguire è il cammino necessario a percorrere la strada che giunge al cuore degli uomini e che conduce alla libertà.

Per questo Dante deve essere considerato al di fuori di ogni inquadramento temporale: egli è il poeta che risponde alla domanda di luce degli uomini e che ha loro insegnato, ed insegna, come rintracciare il cammino smarrito nel periglioso viaggio della vita e come ritrovare il pertugio che conduce a riveder le stelle.

“Dante e i nativi digitali – Fatti non foste a viver come bruti”

Commento al testo: Pietro Casadio; alle percussioni: Mustaphà Moufid; lettura: Enrico Vagnini