EVARISTO CAMPOMORI

Carta di identità: 69 anni, laurea in pedagogia, per 40 anni professore e preside, per 7 anni giornalista e direttore de “Il nuovo diario messaggero”. Ora sono presidente della consulta culturale della Fondazione della Cassa di Risparmio di Imola.

Usa la bicicletta per spostarsi in città? Sto in Pedagna. In estate uso la bicicletta. In inverno parcheggio alla scuola Rodari poi giro a piedi (ho una trentina di Tre Monti alle spalle e qualcuna ancora da fare).

Ha mai fatto la spesa al MercolBio? No

La sua auto è a benzina

Programma preferito in tv: Formula Uno

Cosa farà del suo stipendio da parlamentare? Non avrò stipendio parlamentare. Mi basta la mia pensione, perché ho sempre adeguato il mio tenore di vita a quello che avevo.

 

L’INTERVISTA

 

Negli ultimi vent’anni di politica italiana, il Paese è arretrato. Il peso fiscale sulle spalle dei cittadini onesti è costantemente aumentato. Un anno fa le forze politiche si affidarono a Monti dimostrando la loro palese incapacità a governare l’Italia. Oggi tutti promettono meno tasse, la ripresa dietro l’angolo. E’ questa la strada giusta per riconquistare a fiducia dei cittadini?

“Quattordici mesi fa Berlusconi, con una maggioranza risicata e raccogliticcia e con la Lega contraria a ogni riforma pensionistica, non riusciva a governare il Paese in un grave momento di attacco al nostro debito pubblico. O si dimetteva o appoggiava un governo tecnico. Monti ha somministrato la medicina amara, anche se i tempi stretti a volte hanno provocato sbavature, e ha creato fiducia verso l’Italia a livello internazionale. I risultati si sono visti e ora bisogna allentare, con prudenza, la stretta delle tasse e cercare lo sviluppo. Segnali in questo senso vengono anche dall’Europa. Però promettere: via l’Imu, restituzione dell’Imu 2012, via l’Irap, condoni e via dicendo… è pura demagogia. Dimenticavo: ha promesso anche il Ponte di Messina per il quale stiamo pagando penali perché l’opera è giustamente bloccata”.

 

La riforma Fornero, votata dalla gran parte delle forze politiche presenti in Parlamento, si è dimostrata palesemente incapace di ridare slancio all’occupazione, anzi sta creando nuovi problemi. Cosa ne pensate e quale ricette prevedete per creare nuovo lavoro.

“Qualche ritocco alla riforma Fornero andrà fatta, perché gli strumenti vanno adeguati via via alle nuove situazioni economiche. Per creare nuovo lavoro punterei su: Economia Verde, incentivazione della ricerca e dell’innovazione, riduzione della tassazione delle imprese a fronte di nuovi occupati; diffusione della banda larga, incentivi in campo edilizio per il recupero dei centri storici e delle prime periferie”.

 

Recenti analisi dimostrano che con questo trend i giovani di oggi non avranno mai una pensione in grado di permettere loro una vita dignitosa nella terza età. D’altra parte l’innalzamento dell’età pensionabile stride fortemente con il livello di disoccupazione giovanile: qual è la vostra opinione?

“La pensione non è altro che la fruizione differita dei soldi (versamenti) che ho messo da parte durante gli anni lavorativi. Se la vita si allunga e non si vuole allungare la durata degli anni lavorativi (e i relativi versamenti) è evidente che una fetta di pensione deve essere pagata dallo stato che così farà meno investimenti e comunque aggraverà il suo debito pubblico. In una parola, questa spesa ulteriore verrà scaricata sulle giovani generazioni e alla lunga diventerà insostenibile”.

 

Le grandi opere (Tav, Ponte sullo stretto, nuove superstrade, ecc.) sono secondo voi una ricetta per rimettere in moto il Paese?

“Non confondiamo il Ponte di Messina, frutto della megalomania di Berlusconi, con la Tav che è un progetto europeo, in parte anche finanziato dall’Europa, per il quale c’è condivisione del progetto e dei percorsi anche con la Francia. Ancor più indispensabili sono le infrastrutture locali (trasporti, logistica, banda larga, ecc) sperando che la programmazione sia adeguata, cosa non sempre reale anche nella nostra regione (es. logistica, aeroporti)”.

 

Ci date una definizione di Green Economy e Smart City e ci fate un esempio di come si potrebbero declinare a livello locale?

“La Smart City è una politica per le città ‘intelligenti’, per governare ad es. la mobilità ma non solo. E’ un settore dove fervono gli studi e le sperimentazioni. Il rischio è quello di scelte tecniche calate dall’alto senza coinvolgere i cittadini. L’Economia Verde si preoccupa di tenere sotto controllo l’impatto ambientale dello sviluppo. Ho letto cose interessanti fatte in sede locale da Bryo, nella progettazione di interventi su edifici per il recupero di costi energetici a vari livelli. Ho visto  anche che si sono stati premi vinti in concorsi regionali, ma se ne è parlato pochissimo”.

 

Sono anni che si parla di abolizione delle province, riduzione dei parlamentari e dei loro benefici e compensi, taglio dei finanziamenti ai partiti, no è stato fatto quasi nulla, cosa dite agli elettori in merito?

“Brutta pagina quella delle Province. I partiti hanno bloccato il governo, i campanilismi hanno fatto il resto. Le città metropolitane dovrebbero essere due o tre in Italia, ma non certo Bologna. Se si interviene bisogna avere un progetto complessivo relativo a tutti i livelli di governo, dalle regioni ai comuni. Parlamentari: il loro stipendio non è elevato. Ci sono tanti funzionari pubblici che prendono più di loro. Basta dimezzarne il numero, così si dimezza la spesa complessiva, si selezionano i migliori (sperando anche in un meccanismo elettorale più intelligente) e si riducono i partiti in parlamento.

E’ incredibile che si faccia un referendum che abolisce il finanziamento ai partiti e poi si prende in giro la gente chiamandolo rimborso elettorale. C’è poi da stupirsi se la gente non vota più ai referendum? E’ anche incredibile la mancanza di controlli interni anche a livello regionale (Lazio, Lombardia, ecc.). C’è voluta la magistratura per mostrare l’inutilità delle spese che il più delle volte venivano fatte”.

 

Perché un cittadino dovrebbe votarla?

“Un nostro slogan è: equità, solidarietà, rigore. Ci aggiungerei ‘serietà’. Questi i nostri obiettivi, sperando di essere all’altezza”.