MARA MUCCI

Carta identità: 30 anni, laurea specialistica in informatica, professione programmatrice

Usa la bicicletta per spostarsi in città? E' il mezzo che preferisco abitando a ridosso del centro storico.

Ha mai fatto la spesa al MercolBio? Spesso, e mi piace comprare anche direttamente dal contadino a km zero. In passato avevo un giardino, e d'estate ci coltivavo un po' di verdura.

La sua auto è a gpl.

Programma preferito in tv: Non guardo la tv. Ma se mi capita guardo film o approfondimenti su piccole reti.

Cosa farà del suo stipendio da parlamentare: Sicuramente anche noi devolveremo gran parte dello stipendio alle Piccole e media imprese. La nostra indennità si ridurrà a 5000 euro lordi.

 
L'INTERVISTA

Negli ultimi vent’anni di politica italiana, il Paese è arretrato. Il peso fiscale sulle spalle dei cittadini onesti è costantemente aumentato. Un anno fa le forze politiche si affidarono a Monti dimostrando la loro palese incapacità a governare l’Italia. Oggi tutti promettono meno tasse, la ripresa dietro l’angolo. E’ questa la strada giusta per riconquistare a fiducia dei cittadini?

“La fiducia dei cittadini si riconquista principalmente con una politica attenta e vicina ai suoi interessi. Che si dimostri stabile e capace di prendere le decisioni giuste. Sicuramente una politica più espansiva favorirebbe gli investimenti, e la riduzione di tasse e costo del lavoro è una priorità per tutte le tipologie di imprese, soprattutto nelle Pmi dove il rapporto umano tra imprenditore e dipendenti è molto più forte. Se il fine ultimo è soprattutto favorire l’occupazione, una minore tassazione aiuta a perseguire tale obiettivo, ma non deve trovare la loro copertura finanziaria nella riduzione dei servizi garantiti ai dipendenti. Urgente è anche l’intervento rapido, efficace e risolutivo in merito alla reale semplificazione degli adempimenti a carico delle imprese, che determinano insostenibili oneri diretti e indiretti”.

 

La riforma Fornero, votata dalla gran parte delle forze politiche presenti in Parlamento, si è dimostrata palesemente incapace di ridare slancio all’occupazione, anzi sta creando nuovi problemi. Cosa ne pensate e quale ricette prevedete per creare nuovo lavoro.

“Abbiamo sperimentato sulla nostra pelle che la flessibilità del lavoro non crea nuovi posti, e a questa non è stata fatta seguito una riforma perpendicolare degli ammortizzatori sociali: una situazione di lavoro flessibile è divenuta una situazione effettiva di precariato. Il contratto a tempo indeterminato va difeso e tutelato, per evitare che il lavoratore si trovi in una situazione psicologico – lavorativa grave, per cui come precario “cronico” non ha la fiducia nella progettualità di vita (crearsi una famiglia, chiedere un prestito per comprarsi una macchina o un mutuo per la casa). Un punto importante è l’istituzione del reddito di cittadinanza, già presente in tutta Europa a parte Italia e Grecia, pensato per chi ha perso il lavoro, per chi lo sta cercando, o per i giovani. Per rilanciare il lavoro, oltre ad una minore tassazione ed al reddito di cittadinanza, il movimento 5 stelle propone una detassazione per le assunzioni di under 35, un incentivo al telelavoro, una defiscalizzazione degli investimenti in azienda ed una stretta collaborazione tra università ed aziende, con stage retribuiti. Inoltre per creare posti di lavoro, si può prendere esempio dal modello francese di microcredito alle aziende”.

 

Recenti analisi dimostrano che con questo trend i giovani di oggi non avranno mai una pensione in grado di permettere loro una vita dignitosa nella terza età. D’altra parte l’innalzamento dell’età pensionabile stride fortemente con il livello di disoccupazione giovanile: qual è la vostra opinione?

“La pensione deve essere dai 60 anni su base volontaria , in modo tale da permettere l'ingresso anche ai giovani nel mondo del lavoro. Inoltre proponiamo un tetto massimo alle pensioni di 5000 euro con effetto retroattivo ed un tetto minimo di pensione a 1000 euro. In questo momento chi ha di più deve darlo a chi ha di meno, e le pensioni frutto di cumulo di vitalizi su vitalizi non sono più giustificabili, ma devono essere tutte commisurate a quanto effettivamente versato durante gli anni”.

 

Le grandi opere (Tav, Ponte sullo stretto, nuove superstrade, ecc.) sono secondo voi una ricetta per rimettere in moto il Paese?

“L'antropizzazione e la sua relazione con la dimensione naturale ha determinato equilibri e armonie così come predazione di risorse e devastazioni. Noi siamo contrari alle grandi opere quando queste risultano inutili, deturpano il paesaggio e creano un danno ambientale. Inoltre andrebbe sempre chiesto il parere dei cittadini locali in merito alle grandi infrastrutture in programma. Lo stato può promuovere il lavoro in altri modi, ad esempio incentivando le ristrutturazioni, partendo in prima battuta dagli edifici pubblici, dalla tutela delle opere di rilevanza storica e turistica, e dall'incentivo alla riqualificazioni energetica in ambito privato”.

 

Ci date una definizione di Green Economy e Smart City e ci fate un esempio di come si potrebbero declinare a livello locale?

“La Green Economy è un modo di vedere l'economia che si sposa con il rispetto dell'ambiente. Pensa a tutto il ciclo produttivo, dalle materie prime utilizzate che devono essere di facile smaltimento e riciclabili , all'impatto ambientale durante la fabbricazione che deve limitare al massimo l'inquinamento fino alla modalità di distribuzione dei prodotti preferibilmente a chilometro zero. Queste realtà vanno incentivate come anche la ricerca di nuovi materiali ed in generale la R&D. Per Smart City si intende una cittaà intelligente, in grado di unire la visione della Green Economy con un'informatizzazione che rende i cittadini informati ma anche partecipi. Una città in grado di ascoltare le istanze dei cittadini e di fare rete con le altre città, condividere dubbi e conoscenze per migliorarsi con il contributo di tutti.

Un'applicazione può essere l'utilizzo di software Open Data e di strumenti come Open Municipio in grado di rendere trasparenti le scelte dei politici, le votazioni e le presenze in aula rendendo i cittadini più consapevoli e riconsegnando loro una quota di sovranità certa per l'esercizio della loro partecipazione.

Ed infine una città che utilizzi tecnologie avanzate che mirano al risparmio energetico e ad un nuovo modo di concepire i comuni, conveniente e competitivo perché sostenibile e salubre, puntando sul riuso e sull’innovazione tecnologica, di materiali e di forma”.

 

Sono anni che si parla di abolizione delle province, riduzione dei parlamentari e dei loro benefici e compensi, taglio dei finanziamenti ai partiti, no è stato fatto quasi nulla, cosa dite agli elettori in merito?

“Nel nostro programma sono tutti punti fondamentali. Abolizione delle province (con un'attenzione particolare alle persone coinvolte nel processo e senza generare costi aggiuntivi inutili) accorpamento dei comuni sotto i 5000 abitanti, riduzione dei parlamentari e allineamento degli stipendi alla media europea, eliminazione delle auto blu e dei finanziamenti ai partiti. I politici devono essere i primi a dare l'esempio. Non si possono chiedere sacrifici alla popolazione se prima non si è in grado di farne”.

 

Perché un cittadino dovrebbe votarla?

“Perché noi stiamo dimostrando coi fatti che un'idea di politica diversa è possibile. Ad esempio in Sicilia i nostri eletti devolvono mensilmente il 70% dello stipendio in un fondo di microcredito per le piccole medie imprese. E hanno l'onestà intellettuale di votare sì alle proposte di Crocetta qualora ritenute valide. Inoltre abbiamo già pronte delle bozze di progetto di legge sviluppato col gruppo di Imola, in materia di acqua pubblica e trattamenti pensionistici e qualche interrogazione in materia di finanza che meritano approfondimento istituzionale”.